PESCARA – Per il secondo giorno consecutivo un 28enne di Pescara è tornato a manifestare all’interno della biblioteca provinciale per protestare contro la chiusura di un deposito sotterraneo che, disposta per questioni di sicurezza, da mesi blocca il prestito dei libri.
Il giovane, come già accaduto ieri, ha a lungo inveito contro dirigenti e funzionari della struttura, definendo la situazione come un “ostacolo alla cultura” e citando, tra l’altro, personaggi del calibro di Gramsci e Tinozzi.
Sul posto al momento ci sono gli uomini della polizia provinciale di Pescara che stanno tentando di convincere il giovane a desistere. Il ragazzo, che rischia una diffida nel caso in cui decidesse di tornare nella struttura per la terza volta, ha più volte invitato i presenti a divenire “volontari”, a prendere i libri presenti nel deposito, 180 mila sui complessivi 250 mila della biblioteca, e a spostarli altrove.
Il direttore della biblioteca, Enzo Fimiani, nel commentare l’episodio spiega che la chiusura del deposito è relativa a “un problema che va avanti da almeno 20 anni, ereditato da questa amministrazione. È urgente risolverlo – sottolinea – c’è un progetto fatto dalla Provincia che i Vigili del fuoco dovrebbero approvare a brevissimo. Una volta approvato, bisognerà reperire le risorse e provvedere all’intervento, che dovrebbe costare attorno ai 150 mila euro”.




