PESCARA – “Un monito e un esempio per le giovani generazioni, troppo spesso illuse da falsi miti e tese a rifarsi a modelli sbagliati: tutto questo dev’essere l’immagine del maresciallo Marino Di Resta, ucciso a 34 anni, solo per aver fatto ‘semplicemente’ il proprio dovere, nel tentativo di difendere la città, il territorio e le fasce più deboli”.

Lo ha detto il vice sindaco di Pescara, Berardino Fiorilli, che ieri ha deposto una corona al monumento dedicato al carabiniere morto durante un conflitto a fuoco con alcuni rapinatori.

“Ieri, nel sedicesimo anniversario della sua uccisione – ha aggiunto Fiorilli – l’amministrazione comunale ha voluto stringersi in silenzio al dolore dei suoi cari, la moglie, i figli, e a quello della grande famiglia dell’Arma, che mai potrà dimenticare l’uomo e il carabiniere”.

“La giornata del 16 settembre – ha sottolineato Fiorilli – sarà sempre una pagina dolorosa per la nostra città e per la nostra storia, al pari di altri tragici episodi che hanno visto cadere, sotto i colpi della delinquenza, del terrorismo, o della semplice malavita, altri piccoli grandi eroi impegnati a tutelare la nostra sicurezza”.