L’AQUILA – Con l’accensione del tripode in piazza Palazzo è cominciata oggi la Perdonanza Celestinana, l’evento storico-religioso giunto alla 718ª edizione, da quel lontano 1294, quando un frate diventato Papa emanò la bolla del Perdono per concedere l’indulgenza plenaria a tutti, senza distinzioni.

Un rito antico, ma che non passa mai di moda e che ha resistito agli scandali di gestioni finanziarie sbagliate e anche al terremoto, con quella che è stata rinominata “Perdonanza del dolore”, nel 2009, quando tutte le ferite del sisma erano ancora aperte e sanguinanti.

L’evento è ricco di eventi  non solo religiosi, con l’evento culminante dell’apertura della Porta Santa, ma anche di iniziative di carattere sociale e civico, da quando nel 1983 fu ripristinato il corteo storico che dal Comune porta la Bolla del Perdono fino alla basilica di Collemaggio.

Nel tempo si è passati dagli scandali legati a sprechi e sfarzi a edizioni più sobrie, caratterizzate dalla ristrettezza di fondi. E ogni anno, in barba al messaggio celestiniano di pace e fratellanza, sono le polemiche a dominare sui giorni dedicati al Perdono.

Ultime quelle legate ai ‘pasticci’ combinati dall’amministrazione nell’organizzazione dei concerti, come quello di Riccardo Cocciante.

Se quella del 2010 è stata l’edizione “della rabbia”, con le contestazioni a Gianni Letta, seguita da quella che fu rinominata “della speranza” per la ricostruzione della città, si appresta a iniziare quella potrebbe essere la Perdonanza “della transizione”: un passaggio nel quale, tolti di dosso i rimasugli della gestione emergenziale, la città possa davvero, finalmente, avviarsi a testa alta verso la rinascita. Elisa Marulli

GLI INTERVENTI

CIALENTE: ”RIUSCIAMO A INTRAVEDERE IL FUTURO”, L’INTEGRALE

MOLINARI: ”INFLAZIONE DI PAROLE SUL TERREMOTO”, L’INTEGRALE

CHIODI: “RICOSTRUIRE IL FUTURO GUARDANDO AL PASSATO”, L’INTEGRALE

GIULIANTE: ”PERDONANZA, TRASMETTIAMOLA AI GIOVANI”, L’INTEGRALE