L’AQUILA – Roxana Alejandra Oliveiros Garcia, Mirko Schiavone, Elisa Piccirilli. Tre giovani, tre aquilani.
Mirko ed Elisa d’anagrafe, Roxana Alejandra, per scelta, arrivata qui da Caracas, in Venezuela, la prima volta dopo il terremoto del 2009 a dare una mano nelle tendopoli agli aquilani sfollati.
Una delle tante volontarie che hanno forse scritto la pagina più bella del pur tragico terremoto aquilano, quella della solidarietà e della vicinanza a chi è in difficoltà.
Saranno loro ad interpretare la Dama della bolla, il Giovin signore e la dama della Croce le tre figure più importanti del corteo della Perdonanza celestiniana tra tutti i 750 figuranti, presentati alla città ieri a palazzo Fibbioni nuova sede della giunta comunale.
Roxana Alejandra, trentenne, non sarà l’unica “straniera” protagonista del giubileo aquilano, la sera del 23 agosto infatti, a scortare il sacro fuoco del Morrone al suo arrivo alla Basilica di Collemaggio, saranno Samuel e Idrizz, l’uno originario della Nigeria, di fede musulmana, l’altro emigrato dal Ghana, di fede cristiana, ospitati nelle strutture di Piazza d’armi, gestite dal Movimento celestiniano.
Entrambi profughi, costretti a rischiare la vita attraverso i deserti e il mare, in fuga dai loro paesi, dilaniati da guerre, miseria e odio etnico religioso.
Presenze che enfatizzano, assieme a quella di Roxana Alejandra, il valore profondo della Perdonanza, ovvero la comunione tra i popoli, l’aprire la porta al mondo, come viene aperta la porta santa di Collemaggio a chi sinceramente pentito, chiede indulgenza per peccati che ha commesso.
”Dopo la laurea in economia – racconta ad Abruzzoweb Roxana Alejandra – mi hanno regalato un viaggio, e io ho deciso di venire qui a L’Aquila. Ho sempre fatto volontariato, e ho pensato che potevo rendermi utile anche qui, dopo il terribile terremoto. Per un mese ho fatto un pò di tutto alla tendopoli di Italtel 2, aiutavo in cucina, apparecchiavo, pulivo i bagni, insomma tutto quello che serviva”.
Un’esperienza intensa che ha fatto nascere con la città un legame molto forte, tanto che Roxana Alejandra poi è tornata ogni anno e alla fine deciso di trasferirsi.
Evento non banale, in una città dove al contrario sono tanti i giovani costretti ad andare via per cercare un lavoro e un futuro degno di questo nome.
”Difficile spiegare perché mi sono innamorata di questa città – prosegue Roxana Alejandra – Ma ogni angolo, ogni strada, ora mi racconta qualcosa, ho poi studiato la storia, ho scoperto aspetti affascinanti come quella delle 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane”.
E ora Roxana Alejandra, che ha trovato intanto lavoro come responsabile comunicazione della testata Sipario, entrerà ora a far parte di questa storia, che affonda le radici nel medioevo e nella fondazione della città, interpretando la Dama della Bolla che regge il cuscino su cui è posato il fodero cilindrico che, fino al 1997, conservava la pergamena con l’indulgenza di papa Celestino V.
C’è però una cosa che dell’Aquila non le piace: ”Il freddo, in inverno è terribile, non ci sono abituata, e fa freddo 9 mesi l’anno”, esclama.
Austero e di poche parole Mirko Schiavone, aquilano 21enne, allievo della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza.
”Indossare questo abito provoca per me un sentimento strano – spiega ai cronisti – perché il coreo della Perdonanza l’ho sempre visto da fuori, sin da quando ero bambino”.
Sarà lui quest’anno il Giovin signore, che durante il corteo reca in mano il ramo di ulivo con cui, una volta giunto davanti alla Porta Santa della basilica celestiniana, il Cardinale designato dalla Santa Sede batte per tre volte sul portale, ordinando così la sua apertura ufficiale.
“Ho partecipato alla selezione – confida Mirko – proprio perché sognavo di diventare protagonista dell’evento più importante della mia città, e ora questo sogno si è avverato”.
Infine Elisa Piccirilli, 18 anni, studentessa al Liceo di Scienze umane.
Per lei il corteo della Perdonanza non è certo una novità, come l’indossare l’abito d’epoca.
”Sin dall’età di 12 anni – spiega Elisa – partecipo al Corteo con gli Uomini d’Arme città di L’Aquila, e dunque interpretare ora la dama della Croce che del corteo è una delle figure più importanti, rappresenta un grandissimo onore, un piccolo sogno che si avvera”.
“La Perdonanza – aggiunge Elisa – è una di quelle cose che ti fa sentire aquilana, perché di questa città rappresenta la tradizione e la storia. Ed è per me la manifestazione più bella che c’è”.
E lei da aquilana, ha vissuto sulla pelle il momento più tragico, quello del terremoto.
“La mia casa di via Dante Alighieri, a Pettino – racconta Elisa – costruita proprio dove corre la faglia, la notte del 6 aprile è crollata. Ma siamo stati fortunati, e penso alle vittime di quella tragedia che distrutto tante famiglie. Abbiamo poi deciso di comprare una nuova casa al Torrione, e io sono felice ora di vivere vicino al centro storico della mia città, che non vedo l’ora che sia ricostruito e nuovamente pieno di vita”.






