L’AQUILA – “Faccio l’amministratore con impegno senza prefigurare mai il mio futuro politico. Ho la passione di condividere con gli altri i problemi e trovare delle soluzioni, in questo senso ho detto sì al sindaco e non legandolo a miei scenari futuri”.

Risponde così il vice presidente del Comitato Perdonanza Alfredo Moroni, in un’intervista ad AbruzzoWeb nel giorno della conclusione del 719° giubileo aquilano, alla domanda su quanto influirà il suo ruolo in vetrina nella gestione dell’evento in vista della prossima campagna elettorale per le elezioni regionali, in cui potrebbe essere coinvolto nelle file del Partito democratico.

Moroni smentisce di lavorare per mero tornaconto personale anche se non fa il finto tonto, “certo il riconoscimento da parte della gente se c’è ben venga, ne sarei assolutamente felice”, aggiunge.

La sua prima edizione si è chiusa con numerose novità, buone e cattive. La Bolla ‘strappata’ alla Dama e fatta portare dal sindaco e dal capo dei vigili urbani, il simulacro di Celestino inserito nel corteo e trasportato a bordo in un camioncino del Comune, la chiusura della Porta Santa anticipata senza messa causa maltempo (ma questa decisione era in capo alla Curia) che ha suscitato una selva di polemiche, il rimprovero in piena sfilata a uno sbandieratore che ha causato a Moroni anche qualche fischio.

“Ci sono state tante soddisfazioni, abbiamo lavorato moltissimo, se ci sono cose da approfondire lo faremo ma ritengo di essere molto soddisfatto – dice facendo un bilancio – Ci sarà un comitato scientifico che verrà nominato entro pochissimo tempo e ci consentirà di preparare da subito la Perdonanza 2014”, Massimo Cialente ha promesso o forse minacciato, “dopo il 10 settembre”.

Moroni ricorda che “abbiamo lavorato in corsa, nell’ultimo mese e mezzo. Sono stato nominato in quel momento delicato, bisognava valutare se inserire innovazioni o rigore storico. Abbiamo annunciato una Perdonanza sobria, ma ricca di novità, come la riconsegna alla municipalità della Bolla, l’incontro dell’arcivescovo a piazza Duomo, la soluzione per la Porta Santa inagibile: piccoli miracoli, la Perdonanza è stata assolutamente all’altezza”, assicura.

Quanto alle critiche per il corteo sfilacciato e oceanico, “c’è stato un problema tecnico e un ritardo di mezz’ora nella partenza che poi abbiamo mantenuto. È stato comunque un corteo svolto con grande eleganza – ribadisce – Il camioncino Unimog non è uno ‘strano mezzo’ ma è servito per dare certezza e sicurezza alle spoglie di Celestino V, l’alternativa era chiuderlo in una macchina senza che i fedeli potessero assistere al passaggio”.

Infine il rimbrotto allo sbandieratore: “C’era stato un impegno per evitare che il corteo rallentasse e rispettare le regole, tra cui quella di evitare di fare esibizioni durante il corteo. C’è stato un episodio, direi abbastanza banale. Se poi la polemica si fa su episodi banali, significa che il resto è andato bene”, conclude Moroni.