L’AQUILA – T-shirt marrone, jeans e capelli selvaggi. Si presenta così sul palco Gianluca Grignani: casual, rock e puntuale, per la gioia delle migliaia di fan in attesa.
Un pubblico variegato composto da giovani e adulti che anche per la serata di chiusura della Perdonanza ha reso il parco del Sole un fiume di gente.
Il concerto ha inizio senza attese e ne avrà per più di due ore. Adulanti le fan nelle prime file, tra sguardi sognanti e anche qualche maglietta del cantante.
Una reciproca dimostrazione di affetto a prova di decibel tra artista e spettatori è giunta durante il tributo del compianto Lucio Dalla, Te voglio bene assaie, momento che ha segnato l’inizio nella “zona calda” del concerto.
Migliaia le braccia alzate così come le voci unite in un unico canto. Un grido isolato ogni tanto. Sembra di essere tornati agli anni ’90, epoca d’oro di Gianluca Grignani.
Poi si osserva che i cellulari al cielo a cui è dato il compito di catturare foto e riprese video sono quasi uno per persona e ci si rende conto che in realtà il tempo è passato, anche se il cantante milanese sa nasconderlo bene.
Quello che il romantico rocker, come si definisce lui, regala alla città è infatti un concerto esplosivo, proprio come aveva promesso, e infatti a un certo punto si ferisce a un dito. “Scusate, avete un cerotto?” chiede, ironizzando sulla vicenda.
Piccolo cambio d’abito; dopo una breve pausa i musicisti tornano sul palco più carichi di prima e Grignani questa volta indossa una camicia bianca sblusata in vita.
Tripudio durante le hit del cantautore: Aiuola riscuote un vero successo e se La mia storia tra le dita fosse durata di più avrebbe probabilmente mietuto qualche scapestrata vittima nelle primissime file del concerto.
Un regalo alle fan urlanti, una canzone non in scaletta decisa al momento suonata in versione molto rock. È stata la volta di Uguali e diversi che a un certo punto diventa Knockin’ on Heaven’s Door di Bob Dylan.
I cellulari alzati raddoppiano durante la nota Destinazione paradiso, una canzone che neanche i non amanti del cantante possono gettare via.
Bella l’esecuzione a chitarre distorte e abbastanza cambiata rispetto all’originale. Gran parte del testo è lasciato alle corde vocali del pubblico, che lo intona a gran voce e si scatena.
Grazie alla carica coinvolgente dei musicisti che invitano a farlo, si balla durante Ciao e arrivederci; e poi un’altra cover, Anna di Lucio Battisti, che avvicina alla fine dello show e di questa Perdonanza.
Così, dopo più di due ore di musica Gianluca saluta i fan ed esce di scena. Felice, soddisfatto e con la voglia di rifare tutto da capo. Così come il pubblico.






