L’AQUILA – Ricostruzione e concorsone, due parole che fanno rima in questa 718ª edizione della Perdonanza celestinana, le cui celebrazioni sono arrivate al culmine con il corteo della Bolla del Perdono e l’apertura della Porta Santa nella basilica di Collemaggio, che ha dato il via al giubileo aquilano.

Tante le autorità politiche che hanno scortato la Bolla da piazza Palazzo a Collemaggio, accompagnate dai gruppi storici e dagli sbandieratori nell’evento storico e religioso tanto antico radicato nell’identità della città.

Il corteo, attraverso corso Federico II e viale Crispi, ha raggiunto il piazzale di Collemaggio per l’apertura della Porta Santa e la celebrazione della messa solenne all’interno della Basilica presieduta dal cardinale Francesco Coccopalmerio, concelebrata dai vescovi della Ceam e animata dal coro diocesano.

Ad accompagnare la sfilata anche la protesta dei lavoratori precari del Comune dell’Aquila, che rischiano di essere scavalcati dal “concorsone” che assumerà 300 persone da tutta Italia, che hanno messo in scena una mobilitazione con tanto di striscioni rivolti al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca e al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

A sfilare nel corteo anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

“Una Perdonanza della ricostruzione – l’ha definita Barca – quella delle periferie è pienamente in corso ma sarà anche una Perdonanza del grande concorso aperto, meritocratico e pubblico che è stato indetto”.

Cialente ha parlato di “Perdonanza della riscossa”. “Il 15 settembre – ha detto – si volta pagina. Il 16 mattina si deve partire con i primi bandi. Palazzo Margherita sarebbe già dovuto partire a febbraio-marzo, ma si è segnato il passo per una serie di ritardi. Non vedo l’ora che arrivino i progetti per il centro. Questi due anni persi vanno recuperati rapidamente a ogni costo”.

CONCORSONE: MINISTRO BARCA, “BASTA PROROGHE”

“Nel resto del paese le amministrazioni tagliano posti e organici. in questo territorio, giustamente, non per grazia ricevuta, ma per giustizia si farà un concorso”.

Lo ha dichiarato il ministro Barca a proposito del cosiddetto ‘concorsone’ che prevede l’assunzione con contratto a tempo indeterminato di 300 persone da impiegare negli Enti e negli uffici deputati alla ricostruzione dell’Aquila e dei centri del cratere.

“Un concorso – ha detto – dove vinceranno i migliori, dove i ragazzi giovani ed esperti che hanno lavorato nella ricostruzione avranno una chance molto forte. Per 150 di loro (i posti complessivi sono 300, ndr) basterà l’idoneità. Per gli altri vi sarà comunque il vantaggio di aver lavorato nella ricostruzione e nelle domande di preselezione e in quelle di selezione si terrà conto di queste competenze”.

“Capisco – ha proseguito – individualmente ogni persona che ha lavorato, che ha dato anche l’anima in questi anni, che sono preoccupati per l’incertezza. Bisogna però sempre confrontare le cose con realismo. L’alternativa era un’incertezza ancora più grande: ovvero l’incertezza o la quasi certezza di non essere né presi in un concorso né di avere la proroga, perché di proroghe non ce ne sarebbero state. Di proroghe non è più tempo. Non mi sento, comunque, a differenza di altre volte, tirato per la giacca. Comprendo la preoccupazione delle persone ma penso che la scelta che abbiamo fatta sia la più giusta”.

ALEMANNO: “ROMA VICINA ALL’AQUILA” 

“Oggi sono qui per testimoniare la vicinanza della città di Roma alla città dell’Aquila”.

Lo ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha sfilato nel corteo della Bolla.

“Per questa Perdonanza – ha sottolineato – siamo riusciti a portare qui all’Aquila un documento rarissimo dal Vaticano. È un modo per sottolineare che la Perdonanza va rilanciata e valorizzata”.

“Per il rilancio della città – ha proseguito – occorre puntare sul turismo. Dobbiamo fare progetti, portare tanti romani in questi posti bellissimi e unici, valorizzare la cultura dell’ambiente, della montagna. Il Gran Sasso può essere un motore di sviluppo”.

CONCORSONE: CIALENTE, “NO A PRESELEZIONE PER I PRECARI”

“Ero contrario al concorso, avevo chiesto che tutto rimanesse così anche perchè questa è una macchina ormai oliata. Chiedevo solo 40 persone in più per sostituire la filiera”.

Queste le parole del sindaco Cialente riguardo il ‘concorsone’ delle 300 unità da impiegare negli Enti e negli uffici deputati alla ricostruzione dell’Aquila e dei centri del cratere.

“Il governo – ha detto – ha inteso promuovere il concorso e noi abbiamo chiesto che tutti i precari evitassero la preselezione. La preoccupazione è che arrivino trecento giovani bravissimi e preparatissimi ma che avranno bisogno di sei mesi per capire il lavoro che li attende. Il problema non è tanto per il comune dell’Aquila che ha già una sua struttura che verrà affiancata. Ma i piccoli comuni saranno in difficoltà”.

“Credo – ha sottolineato – che però i precari abbiano sbagliato nel dividersi, perché la storia insegna che quando ti dividi perdi sempre. Scontrandosi tra loro hanno favorito la nascita di polemiche. Noi chiederemo che queste persone non facciano la preselezione perché è come sarebbe come far fare un test di medicina che hanno già fatto tutti gli esami fino al quarto anno di Università. Noi abbiamo gente che lavora con noi da tre anni, non vogliamo favoritismi  ma fare la preseleziomi impedirebbe la continuità. Questo non è un concorso normale per riempire la pianta organica ma è un concorso per intervenire in una situazione emergenziale. La struttura esistente in parte deve mantenere il know how”. Giorgio Alessandri