L’AQUILA – “Due mesi fa ho assunto l’incarico di vice presidente del Comitato Perdonanza con una precisa volontà, che questo organismo non si fermasse al termine della manifestazione ma continuasse per la preparazione della Perdonanza 2014. Il 9 settembre ci sarà la prima riunione in vista della prossima edizione”.
Lo ha annunciato l’assessore comunale dell’Aquila Alfredo Moroni, deus ex machina nell’edizione appena conclusa, incontrando i giornalisti per fare un bilancio dell’evento.
“Abbiamo ricevuto 100 domande per organizzare eventi, ne abbiamo scartate una decina, quelle che non erano in linea con lo spirito – ha aggiunto – La scelta è stata quella di far rivivere il centro storico. Abbiamo avuto ragione a dire no al Parco del Sole, zona troppo vicina alla Basilica di Collemaggio che merita rispetto”.
“Le scelte sono state premiate – ha proseguito Moroni snocciolando i numeri – dalle 25 mila persone al concerto di Fiorella Mannoia, le 20 mila al Corteo, le 8 mila al concerto dei Sud Sound System o le 5 mila in piazza Palazzo nella cerimonia di apertura, e le altrettante ai concerti di Roy Paci e di Eugenio Finardi“.
Moroni ha accennato qualcosina sui conti, “le entrate sono state 239 mila euro tra contributi e sponsorizzazioni che sono il nostro tetto massimo. Per la metà di settembre faremo il bilancio consuntivo – la promessa – forniremo tutti i conti spiegando in maniera analitica come si è speso”.
In ogni caso, “nessuno qui ha lucrato qualcosa oltre l’indulgenza, anche le maestranze hanno lavorato in più gratuitamente”.
Dopo Moroni è stata la volta del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che ha proposto una serie di innovazioni.
“Nella prima riunione del 9 dovremo fare un brainstorming su luci e ombre. Andrò a colpire qualche suscettibilità ma per me il corteo civile è un po’ ridondante, magari le delegazioni degli enti si faranno trovare già lì”, la prima.
Inoltre, “intendo lanciare un concorso con una fondazione tra le aziende aquilane per premiare il miglior saggio o testi di laurea in ambito nazionale su pezzi di storia della nostra città”.
“Entro il mese di settembre partirà il Comitato scientifico con figure di assoluto livello, Walter Cavalieri e Francesco Zimei sono già dentro – ha proseguito il sindaco – ora lo chiederò anche a Walter Capezzali, Francesco Sabatini, ai medievalisti della nostra Università e ad altri nomi nazionali e in caso internazionali. Vogliamo una ricostruzione assolutamente filologica di com’era. Dovremo prepararci perché dal 2015 con l’Unesco non si potrà più sbagliare”.
Fine della grandeur, comunque. “I grandi complessi e le ballerine nude appartengono a un’altra epoca. Sarebbe come comprare Kakà per L’Aquila Calcio, non si fa”, la conclusione tombale di Cialente.





