L’AQUILA – “A Che punto è la ricostruzione? Domanda da 100 milioni di dollari: intanto l’esecutivo ha assegnato oltre 2 miliardi di euro per completarla e l’ultimo finanziamento è previsto al 2035. Speriamo di arrivare prima però: la metà di questa somma è già disponibile nei prossimi 3 anni. Ora occorre che le istituzioni, ma anche le maestranze e tutti i soggetti interessati, diano un forte slancio all’esecuzione dei lavori”.
Non ha fissato una data, ma ha dato un chiaro aggiornamento sullo stato dell’arte dei finanziamenti Mario Fiorentino, coordinatore della Struttura di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che rappresenta la regia dei processi di ricostruzione e di sviluppo nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009.
Lo ha detto nel suo intervento ieri, all’Auditorium Irti di via Alcide De Gasperi dell’Aquila, nell’assemblea pubblica promossa da Ance L’Aquila dal titolo “Ricostruzione, quanto manca al traguardo?”, preziosa occasione di confronto tra istituzioni, tecnici, imprese e rappresentanti della governance della ricostruzione per fare il punto sullo stato dei lavori a diciassette anni dal sisma del 2009 e a quasi dieci da quello del Centro Italia 2016.
A prendere la parola, oltre a Fiorentino, tra gli altri, il presidente dell’Ance L’Aquila, Pierluigi Frezza, il vice presidente di Ance nazionale, Piero Petrucco, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, il senatore aquilano Guido Liris, il titolare dell’Ufficio speciale Ricostruzione L’Aquila Salvo Provenzano, il commissario alla ricostruzione del Centro Italia Guido Castelli, il vice presidente della Regione Emanuele Imprudente, il direttore generale della Regione e dirigente dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione post sisma 2016 Vincenzo Rivera, il coordinatore dei sindaci del cratere Gianni Anastasio, il coordinatore ufficio speciale ricostruzione cratere, Raffaello Fico, la rettrice del Gssi Paola Inverardi, l’arcivescovo dell’Aquila, Antonio D’Angelo. A moderare il giornalista Rai, Alberto Orsini.
Pierluigi Frezza ha ricordato il senso e l’importanza dell’incontro, ovvero quello di “comprendere compiutamente quanto manchi al termine della ricostruzione, in un momento in cui il decreto congiunto dei due Uffici speciali per la ricostruzione del 2009 e l’ordinanza del commissario Guido Castelli, per quanto riguarda il sisma del 2016, destinano ulteriori risorse alle due ricostruzioni. Occorre ora comprendere le tempistiche, i lavori necessari, non solo sugli edifici, ma anche sulle reti primarie e secondarie, con una programmazione che richiederà dei tempi”
Ha poi evidenziato “il problema della mancanza di addetti nell’edilizia. Ci sono degli accordi di Ance nazionale con paesi comunitari ed extracomunitari per l’arrivo di forze formate sui territori di appartenenza, che andiamo ad utilizzare nei cantieri. Il problema non è solo delle maestranze, anche dei tecnici qualificati e l’Ance ha delle convenzioni con l’Università e con gli istituti superiori sulle borse di studio agli studenti, affinché possano iniziare ad avere un rapporto col mondo del lavoro”.
Per Provenzano, “siamo all’ultimo miglio, qualche anno fa questo traguardo non era neanche visibile. Noi insieme all’ufficio speciale per i comuni del cratere abbiamo fatto un provvedimento che darà un’accelerazione alla consegna delle pratiche. A noi ne mancano veramente pochissime, circa 400, e ora contiamo di poter chiudere finalmente almeno l’attività istruttoria e dopodiché imprimere ancora un’ulteriore accelerazione ai cantieri. Sulla ricostruzione privata io direi che per fine 2028, tranne qualche caso puntuale di situazioni magari complicate, penso che potremmo vedere la città finalmente ricostruita”.
Sulla ricostruzione privata dei 56 comuni del cratere, ha relazionato Raffaello Fico: “siamo a un quasi 80% di approvazione dei progetti, delle pratiche e il 20% che rimane cuba un miliardo di euro di richieste. Anni fa abbiamo introdotto un termine per la conclusione della consegna delle pratiche, quindi abbiamo un orizzonte temporale abbastanza definito, contiamo di due anni, due anni e mezzo per approvare queste altre pratiche. Questi casi chiudono una ricostruzione che poi dovrà avere ulteriori due o tre anni di lavori, quindi in quattro o cinque anni secondo me dovremmo farcela. Rimarrà una piccola coda di casi che giuridicamente complessi, che si arenano perché magari ci sono contenziosi tra privati. Per la ricostruzione pubblica siamo al 60%, siamo un po’ più indietro, questo succede anche perché diversi finanziamenti sono arrivati negli anni, noi ancora finanziamo interventi che non avevano la copertura economica, quindi aver diluito i finanziamenti negli anni è virtuoso per un contenimento della spesa, ma chiaramente ritarda poi l’avvio delle attività e ricordiamo che noi abbiamo anche 100 comuni fuori cratere, quindi parliamo di 150 comuni, la metà del territorio regionale complessivamente.
A sia volta Anastasio ha assicurato che la ricostruzione privata ormai è arrivata a un buon punto, diciamo che se facciamo una media fra tutti i comuni possiamo dire che siamo all’80%, anche più alta. Il bilancio è positivo però dobbiamo pensare comunque che la base finale deve essere affrontata con lo stesso spirito e con la stessa volontà di azione che ci ha contraddistinto prima, quindi le risorse che mancano vanno ancora reperite e i lavori da fare debbono essere affrontati e completati. L’ostacolo principale fino ad adesso è stata la burocrazia con la quale noi dobbiamo fare i conti, soprattutto chi come me amministra un ente sa benissimo che i tempi tecnici che a volte possono sembrare tempi morti ma purtroppo non si possono accorciare. La situazione è ora però migliorata, perché è diminuita la mole di lavoro ed è cresciuta nel frattempo la celerità ed efficienza della macchina burocratica, in virtù dell’esperienza acquisita”.
Ha concluso in senatore Liris: “l’esperienza acquisita nel post sisma aquilano e quello del centro Italia è stata fondamentali per il testo unico delle Ricostruzioni, con la distinzione tra i tempi dell’emergenza e quello degli interventi edilizi, con tutta una serie di attenzioni portate avanti per quanto riguarda le normative, le procedure, le semplificazioni”.






