L’AQUILA – Sono 2.934 le domande pervenute in Abruzzo  al 18 marzo per richiedere la pensione cd “quota cento”.

Lo rende noto l’Inps e questa è la ripartizione provinciale: 767 per L’Aquila, 935 per Chieti, 640 a Pescara e 592 a Teramo.

In tutto il territorio nazionale invece le domande sonostate 95.051.

La quota cento è una proposta per anticipare l’età pensionabile per i lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago), le gestioni speciali dei lavoratori autonomi, la gestione separata dell’Inps ed i fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Il dl 4/2019 introduce la possibilità da quest’anno di andare in pensione con il “mix” di 62 anni di età e 38 anni di contributi in aggiunta ai canali di pensionamento tradizionali previsti dalla Legge Fornero, cioè pensione anticipata e pensione di vecchiaia. 

Secondo le stime del Governo nei prossimi anni con questa combinazione potrebbero lasciare il posto di lavoro circa 300 mila lavoratori, in particolare uomini del settore statale. 

Vale per chi matura i suddetti requisiti di 62 anni e 38 di contributi entro il 31 dicembre 2021. Chi ha raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2021 acquisisce il diritto a pensionarsi anche successivamente a questa data cristallizzando, cioè, il diritto a pensione.

Il requisito anagrafico di 62 anni non viene adeguato alla speranza di vita che scatterà l’1 gennaio 2021. 

Inoltre non è prevista alcuna penalità sulle regole di calcolo dell’assegno. Pertanto chi ha 18 anni di contributi al 1995 continuerà a vedersi l’assegno calcolato con il sistema retributivo sino al 2011.

Co la quota cento viene ripristinato il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione sino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni) per rafforzare l’ingresso nel mercato di lavoro dei giovani.

È ammesso solo il cumulo con redditi di lavoro autonomo di natura occasionale entro un massimo annuo di 5mila euro lordi.

La quota 100 vede, inoltre, il ritorno ad un sistema di finestre mobili differenziate tra settore privato e pubblici dipendenti: 3 mesi per i primi e 6 mesi per i secondi dalla data di maturazione dei requisiti. 

Con la prima uscita fissata all’1 aprile, (per il settore privato che ha i requisiti entro il 31 dicembre 2018 e all’1 agosto (per il settore pubblico che ha i requisiti entro il 29 gennaio di quest’anno). (l.l.)