L’AQUILA – “Siamo soddisfatti per ora, ma andiamo avanti: agiremo nuovamente in giudizio contro Berardino Del Tosto, che pur avendo perso la causa in Appello e pur essendo stato condannato a pagare 100 mila euro alla mamma di suo figlio, Emiliana Centi e 50 mila euro di spese legali, ha dichiarato di essere nullatenente, proseguiremo proprio per dimostrare che il noto imprenditore aquilano, al contrario, ha numerose disponibilità economiche”.
Un colpo di scena che arriva dopo un processo lungo e complesso, come dichiara ad AbruzzoWeb Gaetano Mimola, avvocato di Emiliana e Stefano Centi, protagonisti di una vicenda giudiziaria iniziata vent’anni fa, che ha visto madre e figlio scontrarsi nei vari gradi di giudizio contro Del Tosto, che ha sempre negato di essere il padre di Stefano.
Nei giorni scorsi, però, la Corte d’Appello dell’Aquila ha confermato la sentenza di primo grado, che aveva dichiarato la paternità, sulla base di test approfonditi sul dna (un accertamento ematologico-genetico e prelievi), con una probabilità del 99,999994 per cento, “ovviamente siamo di fronte a una certezza scientifica, basata su dati comprovati”, sottolinea Mimola.
“Al di là di ciò che è emerso dalla sentenza in Appello, il problema non è stato totalmente risolto, perché il signor Del Tosto si è dichiarato nullatenente, dunque, nonostante la nostra vittoria, c’è il rischio che il mio assistito non veda rispettati appieno i suoi diritti, questa è la nostra preoccupazione ora”, prosegue l’avvocato.
Centi, oggi 38enne, “non ha citato in giudizio Del Tosto per richiedere un mantenimento proprio – ci tiene a precisare il legale – ma per una rivalsa di sua madre, che ha dovuto crescere e mantenere un figlio da sola, è solo per lei che ha deciso di provare per vie legali”.
Tornando alla posizione economica della controparte, Mimola spiega che “sarebbe moralmente sbagliato e grave se Del Tosto dissimulasse il fatto che sia molto ricco, solo per non adempiere agli obblighi di legge verso suo figlio, come anche una futura successione”.
Ma si dice tranquillo per le prossime azioni, perché “parliamo di un imprenditore conosciuto in città anche per le sue ricchezze, sarà molto difficile per gli avvocati che lo difendono dimostrare che non riceve alcuna somma per le attività che svolge, non ha nulla”.
Del Tosto, contattato più volte da questo giornale, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.






