L’AQUILA – Si è avvalso della facoltà di non rispondere Giovanni Grieco, 42 anni a ottobre, il presunto assassino del pasticciere Giandomenico Orlando, 67 anni, ucciso a coltellate mercoledì mattina a Pescara nel suo locale di via Puccini.

Grieco, che è difeso dall’avvocato Paolo Marino, è stato catturato mercoledì dai carabinieri a Pineto (Teramo) dopo alcune ore di fuga.

Il gip del Tribunale di Teramo, Domenico Canosa, ha contestato a Grieco l ‘omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.

Il giudice, inoltre, deciderà sulla convalida del fermo in giornata. Successivamente gli atti saranno trasmessi alla procura di Pescara.

Intanto sono emersi nuovi particolari sulle ruggini tra la famiglia Orlando e quella del presunto omicida, attualmente in carcere: nei suoi confronti la polizia, nell’ambito di due procedimenti per precedenti aggressioni, aveva presentato alla Procura cinque informative in cui si ravvisava la necessità di una misura cautelare.

Misura che, però, non è mai arrivata.

Gli uomini della Mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, stanno continuando ad ascoltare famigliari della vittima e testimoni, anche per capire se vi siano liti o discussioni recenti tra il pasticciere – l’uomo avrebbe sempre avuto un atteggiamento protettivo nei confronti dei famigliari – e il presunto omicida. Episodi che potrebbero aver portato al gesto di ieri che, in base agli elementi in mano agli investigatori, ha l’aria di una spedizione decisa e pianificata.

La vicenda tra le due famiglie risale al 2010, quando, per questioni condominiali, ci fu una discussione nella pasticceria, arrivò la polizia e la madre di Grieco, residente nell’appartamento sopra il locale, fu condannata.

Un episodio che il figlio 41enne della donna non ha mai accettato e da cui sono iniziati i problemi: Grieco ce l’aveva con tutta la famiglia Orlando e per due volte ha aggredito il figlio del pasticciere.

Due i procedimenti avviati nei suoi confronti, uno per un episodio dell’agosto 2013 e l’altro per un’aggressione del novembre 2014. Nell’ambito di tali procedimenti la polizia ha più volte richiesto misure cautelari, mai accolte.

L’unico provvedimento è stato un ammonimento del questore.

A conferma dell’indole violenta del 41enne, amante delle arti marziali e delle armi, ci sono anche altre aggressioni, tra cui un altro condomino, a cui ha rotto il setto nasale, una collega di lavoro ed uno straniero a suo dire responsabile di un furto.

Per quanto riguarda l’arma del delitto di ieri – un tirapugni munito di lama rinvenuto in un cassonetto del centro di Pescara ancora sporco di sangue – la Polizia scientifica si occuperà de eseguire gli accertamenti e di comparare il Dna.

Accertamenti verranno condotti anche sull’auto usata dal 41enne per fuggire.

Tracce di sangue sono state trovate sulle scarpe di Grieco.