L’AQUILA – Non potranno trascorrere una Pasqua serena tre operai della Afm, Azienda farmaceutica municipalizzata, dell’Aquila, che a breve potrebbero trovarsi senza lavoro.
Tra qualche mese lo stesso rischio potrebbero correrlo altri tre dipendenti Afm che attualmente sono impegnati negli uffici amministrativi della municipalizzata, nel riscuotere le spettanze arretrate del 2009 sulle lampade votive dei cimiteri del capoluogo.
Una volta esaurito questo compito, i tre amministrativi non avranno nessun altro compito e quindi si aprirà un’altra vertenza occupazionale.
La vertenza si era aperta dallo scorso 1° gennaio, quando l’amministrazione comunale dell’Aquila ha dato in gestione i cimiteri alla cooperativa ”Il Focolare di Celestino” del responsabile Pierino Giorgi: a quel punto l’Afm di fatto si è trovata con questi 6 esuberi.
Dopo una trattativa tra Comune e i sindacati Ugl e Cgil, l’alternativa momentanea per i tre operai Afm è stata quella di lavorare per alcuni mesi in un’altra azienda comunale aquilana, l’Asm, Aquilana multiservizi municipalizzati, con l’ordine di servizio di rilevare, attraverso i contatori sistemati negli alloggi dei vari progetti C.a.s.e., i consumi degli appartamenti. Ma anche loro, concluso questo tipo di lavoro, devono tornare all’ovile. E ritrovarsi in esubero.
”I posti di lavoro devono essere tutti salvaguardati – sbotta Rita Innocenzi della Cgil – siamo contrari a un nuovo contenitore, come pensa il sindaco Massimo Cialente, perché così ci saranno altre spese grazie a un nuovo presidente e al relativo Consiglio di ammnistrazione”.
La sindacalista spiega che “vogliamo una riorganizzazione delle ex municipalizzate: per esempio l’Asm potrebbe, attraverso un ramo d’azienda, organizzare il lavoro rigurdante la manutenzione delle C.a.s.e. utilizzando i lavoratori dell’Afm e quella del Centro turistico, dove ci sono altri esuberi”.






