SULMONA – Tanta, tantissima gente. Molti sulmonesi, affezionati a un rito di cui si sentono gelosi custodi, quello della Madonna che scappa.

Ma anche turisti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa, tanto che alla fine sono state stimate 15 mila presenze.

Una tradizione tutta sulmonese che, anche quest’anno, ha riempito la suggestiva cornice di piazza Garibaldi di persone festanti.

Un rito particolare, diviso a metà tra il sacro della rappresentazione liturgica di un famoso passo degli Atti degli Apostoli, e il profano che deriva dalle superstizioni e delle convinzioni legate alla Madonna che scappa.

Da un lato il racconto, quasi una rappresentazione teatrale, degli apostoli Pietro e Giovanni che scoprono che Cristo è risorto e avvisano Maria, che corre dal proprio figlio.

Dall’altro il profano legato a tutti i significati che Sulmona ricava dalla corsa di Maria verso Gesù.

Si dice, infatti, che la Madonna deve correre dritta, da un capo all’altro della piazza, fino a raggiungere Gesù che la aspetta sotto gli archi dell’acquedotto.

Si dice anche che il mantello nero deve cadere, e che le colombe bianche nasocoste sotto il velo devono alzarsi in volo.

Altrimenti la primavera parte sotto cattivi auspici, il raccolto non sarà buono, e l’inverno sarà duro per tutta Sulmona.

Per fortuna quest’anno è andata bene, i veri custodi della tradizione, quelli della Confraternita di Santa Maria di Loreto, all’arrivo si sono abbracciati, e con loro anche i cittadini, il sindaco Fabio Federico, la parlamentare Paola Pelino e le persone presenti all’arrivo.

Durante la messa che ha preceduto la corsa della Vergine, celebrata in una piazza gremita già dalle prime ore del mattino, il vescovo di Sulmona-Valva, Angelo Spina, ha ricordato le vittime del terremoto dell’Aquila, la necessità di ricostruire presto e bene.

Il presule ha anche sottolineato l’emergenza lavoro che attanaglia la provincia e, in modo particolare, la Valle Peligna, auspicando coesione sociale e provvedimenti seri.

Dopo l’omelia, la Madonna ha corso nel modo migliore. Tra la folla e tra le autorità un sospiro di sollievo, e tanti abbracci. (red)