L’AQUILA – “Biondi parla da controllore più che da amministratore”, “Non ho capito l’idea di città di Di Benedetto”.
È scontro totale, nell’”ultima sfida” in video tra i candidati sindaco dell’Aquila al ballottaggio, Americo Di Benedetto del centrosinistra e Pierluigi Biondi del centrodestra.
Un’intervista doppia ottenuta visitando le sedi elettorali dei due, in cui per AbruzzoWeb i candidati si rivolgono l’un l’altro anche due insidiose domande ciascuno.
Di Benedetto, 48 anni, dottore commercialista, è presidente in carica della Gran Sasso Acqua Spa. Biondi, 42, sposato con una figlia, è dipendente pubblico.
“Nel programma del mio avversario non va il punto primo – dice Adb – cercare di portare avanti la tesi di sminuire il nostro, quello mio in particolare, anche andando a verificare quello che è accaduto nel passato. Noi dobbiamo guardare al futuro, ci dobbiamo proporre in realtà per quello che vogliamo fare”.
“C’è un problema generale, che non ho capito bene qual è la loro idea di città”, taglia corto Biondi, più conciso.
Quanto al primo provvedimento in caso di elezione, per il candidato del centrodestra “sarà un ordine del giorno per difendere le prerogative dell’ospedale dell’Aquila e mantenere la sanità locale saldamente in mano pubblica”.
In casa centrosinistra, prioritaria sarà “la riorganizzazione della struttura dei dipendenti e dirigenti perché deve essere necessariamente fatto un ragionamento di compatibilità con il mio metodo di lavoro”.
Nell’appello al voto, Di Benedetto ricorda di avere fatto “un mese di campagna elettorale e sto facendo altri 15 giorni sempre con il mio stile, il mio modo di essere, la mia tranquillità ma anche la mia forte determinazione e fermezza sulla prospettiva di governo della città. In funzione di questo e delle mie competenze e di avere un nuovo metodo di relazionarsi in città – sostiene – chiedo di esprimere il voto al ballottaggio”.
Biondi invita a “guardare le cose come sono andate negli ultimi 8 anni ma anche avere un sentimento di speranza e di ottimismo e di interpretare la voglia di cambiamento che necessariamente c’è dopo 8 anni di centrosinistra”.
È l’ora, quindi, delle domande incrociate.
Biondi: Come intende segnare la discontinuità con l’amministrazione uscente e soprattutto con la triade che governa il Partito democratico aquilano da anni?
Di Benedetto: Non ce n’è bisogno, io sono discontinuo per definizione perché non sono mai stato continuo. Ho dato il mio contributo e dato mia disponibilità come chiedo ad altri di darla. Non ci sono situazioni di preminenza o di privilegio, ognuno deve fare il suo compito al meglio.
Di Benedetto: Come mai, conoscendomi bene, conoscendo il mio modo di fare e di essere, cerca di costruire la sua forza attraverso il fatto che io possa essere considerato un soggetto poco autonomo?
Biondi: Non ho parlato di autonomia, ma di condizionamento che è nei fatti. Cialente e Pezzopane fanno la voce grossa in tutti gli appuntamenti pubblici e parlano come fossero surrogati di un potenziale sindaco anche in ordine agli incarichi eventuali di Giunta.
Biondi: Quando prenderà una posizione netta, anche in contraddizione al proprio partito, rispetto alla necessità di non svendere la sanità aquilana ai privati?
Di Benedetto: Mi sono sempre espresso sulla necessità di valorizzare l’ospedale anche tramite il convenzionamento con l’Università, sono convinto che ci voglia una struttura rinnovata anche per il pronto soccorso, non credo che sia una privatizzazione la realizzazione di un’opera pubblica. Serve una struttura importante che può essere realizzata anche alleviando il carico sui bilanci pubblici: il percorso del project financing come quello dei fondi europei è l’unica possibilità per non incidere sulle tasche dei cittadini.
Di Benedetto: Perché sta facendo delle azioni di controllo, la verifica di atti e scelte prese, come se si proponesse per un ruolo non di governo ma di controllo?
Biondi: Non credo che il ruolo di controllo e governo siano elementi scissi, un sindaco deve controllare bene quello che accade nel Comune e verificare se è conforme agli indirizzi politici. L’ho fatto perché mi interessa far capire agli aquilani che cos’è stata l’attività del centrosinistra, ma contestualmente ho fatto anche una grande attività di proposta.






