L’AQUILA – “Sono spericolato, vivo la vita al massimo ma con cuore”.

Ci tiene a ribadire certi concetti Luca Di Carlo, il ‘Sexy Avvocato’ che quando riceve le chiamate dagli States da parte delle agenzie di spettacolo si sente dire “potresti essere tu il nuovo Al Pacino, somigli a lui da giovane, magari ti proponiamo per il remake di Scarface“.

Nato a Tagliacozzo (L’Aquila), nella Marsica d’Abruzzo, il 29 maggio del 1976, Di Carlo si è già tatuato sulla pelle “quella grande stronza dell’esistenza”.

“Sono abruzzese come Madonna. E trasgressivo proprio come lei”.

Adesso Di Carlo, avvocato di personaggi dal calibro internazionale come Michael Jackson e Rod Stewart, s’è messo in testa che l’idea di girare un film hard (“anche se per me si tratta di erotismo spinto”), uno di quelli di protesta, in una città disastrata come L’Aquila del post terremoto è cosa buona e giusta.

E le polemiche già piovono pesanti.

Ieri sera il sexy-avvocato è stato anche intervistato da Giuseppe Cruciani all’interno della trasmissione di Radio24 ‘La Zanzara’.

“L’Aquila ha rappresentato tutto in una volta il dramma dell’Italia che vive di scandali – dice Di Carlo al nostro giornale – che approfitta delle tragedie, mette insieme politica, corruzione, che mercifica il sesso. Questa è la nazione delle squillo di lusso per gli uomini di potere, della gente che ride perché assapora il sapore del denaro mentre una popolazione intera lotta per sopravvivere sotto le macerie. L’Aquila è stata presa d’assalto in maniera ignobile e io voglio solo raccontare, in una forma provocatoria, quello che le è capitato”.

Questa che si chiude doveva essere la settimana dei sopralluoghi in città della produzione, ma tra maltempo e impegni imprevisti si è scelto di rinviare.

“Mi sento come un soldato sul fronte – continua Di Carlo – che dopo tante battaglie, sacrifici e volontà fin da giovanissimo ha portato la sua carriera di avvocato al limite massimo. Morirò convinto che siamo nati liberi e dobbiamo proteggere la nostra libertà e insieme all’uguaglianza tra i popoli contro ogni forma di prevaricazione.

Intanto, la Lega nazionale disabili “mi ha appena nominato capo avvocato nazionale a tutela e salvaguardia dei diritti dei disabili e dei diritti umani”.

E qui torna L’Aquila. Di Carlo infatti vorrebbe che il capoluogo abruzzese tornasse a risplendere come città d’arte e di cultura “con una considerazione speciale per i disabili, che sia insomma all’avanguardia nel superamento delle barriere architettoniche”.

“In Italia – spiega – sono troppi i luoghi che costringono i disabili a vivere la difficile condizione della libertà di movimento, qualcosa che può sfociare addirittura nel disagio esistenziale. L’Aquila potrebbe diventare un vero e proprio esempio di abbattimento delle barriere architettoniche, qualcosa di unico al mondo. Io la definisco una città ‘degli angeli’, deve tornare a volare, deve ricominciare a tuonare. La ricordo bellissima, voglio rivederla ancora più bella”.

“Io sono così – aggiunge – nella vita privata e pubblica sono un inguaribile sballato a luci rosse, nei sentimenti un inguaribile romantico, mi piace correre con le moto e le auto, adoro smontarle, modificarle e portarle al massimo. Spesso mi ritrovo a lavorarci nel cuore della notte”.

“Al di là di ciò che pensa la gente – conclude Di Carlo – io sono orgoglioso di quel che faccio nella vita. Ho ricevuto molti riconoscimenti, tra cui quello del Centro servizi interdisciplinare, o come le nomine di avvocato nazionale capo per le politiche socio-sanitarie con poteri assoluti di coordinamento di tutti gli avvocati, responsabile nazionale per i diritti del malato, vice presidente Abruzzo Onlus, presidente nazionale del collegio degli avvocati probiviri, responsabile nazionale legale per i diritti e per le attività degli artisti e degli operatori del cinema della tv e dello spettacolo. Sì, sono proprio orgoglioso”. (r.s.)