L’AQUILA – “Desiderio ringraziare la Asl di Pescara e quella dell’Aquila con i rispettivi reparti di Neurologia e Neurochirurgia per quello che hanno fatto e per aver ridato la speranza di vivere ad un paziente a mio fratello malato di Parkinson da vari anni”.
E’ un passaggio di una lettera ad Abruzzoweb di un cittadino straniero, che vive in Italia da tanti anni. Circa quattro anni fa suo fratello, venuto in Italia perché la sua malattia gli rendeva difficile qualsiasi attività ed i farmaci non funzionavano più. Un ringraziamento, che va ai due reparti di Pescara e L’Aquila, che rappresentano sicuramente una punta di diamante della sanità regionale.
LA LETTERA
In Italia ci è stato prospettato la possibilità di un intervento chirurgico la DBS che nella regione Abruzzo veniva praticata solo dalla neurochirurgia dall’Aquila. Abbiamo vissuto la fase prima dell’intervento con timore e non nego paura. Arrivato il giorno dell’intervento avevamo però tanta fiducia nei medici della neurochirurgia dell’Aquila. Fiducia che è stata ripagata dal vedere finalmente mio fratello non tremare più una volta acceso lo stimolatore che gli era stato impiantato.
Le cose sono procedute ottimamente tanto che mio fratello è ritornato a lavorare e a non avere problemi dopo poche settimane.
Questa estate, però, ho assistito alla ricomparsa dei sintomi di tremore e rigidità. Ci siamo chiesti cosa stesse succedendo. Abbiamo controllato lo stimolatore e ci siamo accorti che era esaurita la batteria.
Abbiamo immediatamente chiamato i neurochirurghi dell’Aquila che interrogando da remoto il dispositivo ci hanno confermato il problema.
Non potevo lasciare mio fratello in difficoltà e per questo motiva l’ho riportato con me in Italia.
La situazione era estremamente grave tanto che è stato ricoverato nel reparto di Neurologia di Pescara dove i medici, bravissimi, ci hanno accolto e tentato tutte le terapie farmacologiche senza risultato. Si sono messi in contatto anche loro con il reparto di neurochirurgia dell’Aquila che si è immediatamente attivato per far arrivare il nuovo stimolatore per poterlo così sostituire.
Il tutto è stato fatto in tempi da record, nell’arco di 5 giorni mio fratello è stato trasferito in Neurochirurgia all’Aquila, in condizioni oramai disperate, ed è stato operato.
Uscito dalla sala operatoria ho assistito ad un vero e proprio miracolo. Il tremore e la rigidità erano spariti ed il sorriso era ritornato sul suo volto.
Sto raccontando questa storia perché’ è nostro desiderio ringraziare la ASL di Pescara e quella dell’Aquila con i rispettivi reparti di Neurologia e Neurochirurgia per quello che hanno fatto e per aver ridato la speranza di vivere ad un paziente.
Ho subito notato una grande collaborazione tra i medici dei due reparti e penso che in un tempo particolarmente complesso per la sanità italiana ed abruzzese dove si parla di mancanza di fondi e di investimenti portare esempi come quello descritto diano la forza giusta a tutti i pazienti ed anche ai politici per aiutarli a fare le scelte migliori investendo su quei reparti che con la loro quotidiana attività realizzano interventi che cambiano veramente la vita dei pazienti e di chi gli sta intorno.
L’augurio è quello di supportare sempre di più reparti così unici presenti in Abruzzo






