L’AQUILA – Sono ben diciassette, con in campo grandi player in gara di livello italiano e big aquilane protagoniste della ricostruzione post sismica, le imprese che si contendono l’appalto da 13.186.281 euro, compreso progetto esecutivo, per la realizzazione del nuovo parco urbano di piazza d’armi, clamorosa incompiuta del capoluogo d’Abruzzo.
Un progetto avviato nel lontano 2007, per dotare l’area ovest della città di un polmone verde, e che dopo clamorose vicissitudini qui di seguito ripercorse prevede nella sua ultima versione la realizzazione di un parco urbano attrezzato, con un auditorium da oltre 1.700 posti, parcheggi e un’area sportiva, spazi dedicati ai bambini oltre a giochi e attrezzature.
Il bando è stato indetto dal Comune dell’Aquila il 22 dicembre, dopo anni di impasse e una gara annullata, con scadenza ultima per le domande il 26 gennaio.
Ed ecco dunque le imprese in gara.
Delle aquilane ci sono il raggruppamento Circi, con mandante la sua società Gi.do.gi dei fratelli Valerio e Palmantino Circi. Il raggruppamento Dava srl di Barisciano, amministrata dal Aurelio Melaragni con mandante la Taddei Spa, la Aldo Del Beato & C. Costruzioni Edili, della storica famiglia di costruttori del Beato, la Ingg. Armido e Pierluigi Frezza impresa di costruzioni generali, del neo presidente dell’Ance dell’Aquila, Pierluigi Frezza, la Edilfrair Costruzioni Generali, dell’ex presidente dell’Ance Gianni Frattale, la Edn Edilizia dell’Aquila con mandante Alli Costruzioni.
Un appalto ambito anche da fuori regione: in gara infatti ci sono la Neos restauri di Altamura in Puglia con mandante la Edilizia Vitale, il raggruppamento Consorzio stabile Costellazione di Venere di Atina, in provincia di Frosinone, con capogruppo la Costruzioni generali di Casalvieri, sempre in provincia di Frosinone, la Fam srl di Roma, la Ge.di. group, anch’essa di Altamura, la Krea costruzioni di Perugia, con mandante la Exup, il Consorzio stabile Infratech di Roma.
E ancora, Atlante srl di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, in avvalimento a Picciuto srl di San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento, la Pro.Se.Co. di Torremaggiore in provincia di Foggia, in avvalimento al Consorzio stabile Artemide e alla Bg Ambiente di Roma, la Parente Lavori di Veroli, in provincia di Frosinone, in avvalimento a Tecno futura di Roma, il raggruppamento Fedem di Roma, capogruppo, con Sapori Srl e Rem Restauri Edili Monumentali sempre di Roma, il Consorzio Stabile Agoraa di Acireale, in provincia di Catania.
A dover giudicare l’offerta migliore, la commissione di gara insediatasi a marzo, formata da due componenti esterni, l’architetto Pierpaolo Balbo, ordinario di Urbanistica e Architettura del paesaggio alla sapienza di Roma, che è presidente di commissione, e l’ingegner Paolo Rossi del Comune di Latina e dal membro interno, l’architetto Vincenzo Tarquini dirigente del settore Opere pubbliche del Comune.
Responsabile unico del progetto è Carlo Cafaggi, istruttore direttivo tecnico del settore
Ricostruzione post-sisma del Comune dell’Aquila, responsabile del procedimento per la fase di affidamento è Gilda Ferella, istruttore direttivo tecnico del Settore Centrale unica di committenza sempre del Comune dell’Aquila.
Come si legge nel disciplinare di gara, per il 65% dell’importo a base di gara l’elemento economico assume la veste di prezzo fisso, il restante 35% dell’importo a base d’asta è assoggettabile a ribasso. In particolare i costi della manodopera non sono soggetti al ribasso. Resta ferma la possibilità per l’operatore economico di dimostrare che il ribasso complessivo dell’importo deriva da una più efficiente organizzazione aziendale.
La progettazione esecutiva dovrà essere consegnata dall’impresa vincente alla stazione appaltante entro il termine di 90 giorni decorrenti dalla comunicazione di “inizio all’attività”.
La durata dei lavori è di 900 giorni per l’appalto complessivo.
L’intervento si inserisce nel più ampio percorso di riqualificazione dell’area che comprenderà anche il mercato coperto, la cui progettazione è stata affidata a novembre scorso, ed un parcheggio di scambio da 360 posti che sarà realizzato nell’area compresa tra la chiesa di San Bernardino e l’attuale mercato.
In gioco c’è una delle opere che doveva diventare il simbolo del post terremoto, dotando di un grande parco urbano l’area ovest della città, in una grande area di circa 100.000 metri quadrati per decenni di proprietà del demanio militare e utilizzata prevalentemente per le esercitazioni, divenuto di proprietà comunale a seguito dell’acquisto per 2 milioni di euro.
Avviato nel 2007 dal sindaco di centrosinistra di Massimo Cialente e dell’assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, l’iter si è fermato a seguito del sisma, poi riavviato e solo nel 2013, con un bando europeo per la progettazione, vinto dalla società Modostudio, da 18 milioni di euro, che prevedeva oltre alla realizzazione di un grande parco verde, con laghi e percorsi attrezzati, anche di teatro cilindrico ispirato al Globe Theatre di Londra, dal diametro di 46 metri e una superficie di quasi 4.000 metri quadrati, un parcheggio interrato su due livelli per 13.000 metri quadrati circa, un edificio a funzione direzionale di 1.000 metri quadrati.
Il Comune aveva trovato intanto i soldi, partecipando al bando nazionale Piano Città, ottenendo 15 milioni di euro, a cui si sono aggiunti 3 milioni di euro dall’Australia e in particolare dal Comitato Australian Abruzzo, raccolti tra i cittadini di origine italiana. Infine il Partito democratico, attraverso la cosiddetta Legge mancia, ci ha messo 4 milioni arrivando alla considerevole cifra di 22 milioni.
Nel 2015 è stata indetta la gara d’appalto europea, con base d’asta 18 milioni di euro, per la realizzazione e il progetto esecutivo. A febbraio 2016 è arrivato l’affidamento, all’impresa Rialto Costruzioni di San Tammaro, in provincia di Caserta, che l’ha spuntata contro le altre 49 imprese in gara con un forte ribasso d’asta del 60%, e un importo da 10.297.290 euro .
Sul procedimento è stato aperto un fascicolo dall’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, al fine di valutare la congruità dell’offerta che, tuttavia, non è stata giudicata anomala rispetto ai valori standard di mercato.
Il progetto esecutivo è stato presentato solo nel 2017, ma con una brutta sorpresa: secondo la ditta, i 10 milioni non sarebbero bastati, ma ce ne volevano almeno 15, per importanti varianti prima non prevedibili.
Il Comune si è impuntato, e ha chiesto un nuovo progetto esecutivo ricondotto alle previsioni e importi del progetto definitivo. In un nuovo progetto la Rialto è scesa a 13 milioni, rispetto ai 15 milioni. Nel frattempo, però, la ditta aggiudicataria ha avviato il concordato preventivo. E nel 2022 il parere Anac ha di fatto boccia tutto l’iter che ha portato all’appalto. Di lì a qualche a mese è arrivata la decisione del Comune di rescindere il contratto con la Rialto c
E si è dovuto ricominciare tutto da capo, sperando che questa sia invece la volta buona.






