L’AQUILA – “Perché bisognerebbe riperimetrare il Chiarino, dove non sono previsti impianti sciistici, come è previsto nei quesiti referendari? Per crearsi un consenso si è promesso tutto a tutti, ma è un crimine ambientale”.
Così ai microfoni di AbruzzoWeb Enrico Perilli, consigliere comunale dell’Aquila di Rifondazione e presidente della commissione Territorio, attacca i promotori del referendum che potrebbe rimodulare i confini del Parco Gran Sasso-Laga.
“È un santuario naturale di una bellezza estrema – denuncia – Si dice che non sono consentite le attività umane, ma questo non è vero. Ci sono delle norme ma non riguardano il Parco. Non è che fuori dal parco uno può fare come vuole”.
Per il consigliere Prc, “la fortuna di un territorio è essere tutelato e conservato perché attrae turismo, basta andare a Pescasseroli, con migliaia di turisti e 2 mila attività ricettive che non si fondano sullo sci”.
Parlando in generale della montagna aquilana, Perilli fa notare che “alcune proposte sul Gran Sasso sono contra naturam. Dal punto di vista sciistico non ha le potenzialità di altri comprensori, per fattori climatici ed esposizione – rileva – Combattere contro questa evidenza e trasformarlo in una cosa che non può essere, una specie di Roccaraso, è contro natura. Ha altre vocazioni, che non vuol dire che non ci si debba sciare, ma sapendo quali sono i limiti”.
In tal senso, “l’innevamento artificiale ha costi economici e ambientali enormi. Capisco che a molti dei costi ambientali non interessi nulla: va prodotta energia, scavati invasi, fatte delle opere – elenca – Siamo sicuri che i soldi pubblici che vorremmo buttare su quel comprensorio poi producano un ragionevole introito? Non lo credo. 12 milioni di impianti, 2 milioni ogni 3 anni di manutenzione, il costo dell’innovamento, diventa diseconomico”.
“Quella montagna ha altre vocazioni. Quest’anno, per la prima volta d’estate, si è fatto poco, ma c’è stato un introito di 150 mila euro che ha consentito di pagare gli stipendi – continua ancora – Se per sviluppo si intende solo sci, sci e sci non si va da nessuna parte. Se mettiamo in piedi sentieri, rifugi, mountain bike e attività estive si amplia il ventaglio e un punto di incontro lo troviamo”.
Nei giorni scorsi l’albergo di Campo Imperatore è rimasto chiuso per un po’ prima di riaprire nei giorni successivi all’intervista.
“È stato un errore clamoroso, i lavoratori del Centro turistico sono stati bravi a prendere l’attività e organizzarla, fare il cenone e attività, fare degli incassi – conclude Perilli – La chiusura per incomprensioni interne è stata un errore cui riparare nel più breve tempo possibile”. (alb.or.)






