L’AQUILA – “I dipendenti del Parco si dissociano da quanto riportato in data 15 marzo 2020 da vari media sia on line, sia cartacei, riguardo l’esposto presentato al Prefetto di L’Aquila in merito ai contenuti della circolare sull’applicazione dello smart working, emanata dalla Direzione dell’Ente in applicazione del DPCM dell’11 marzo 2020″.
Così in una nota una ventina di dipendenti dell’ente Parco Gran Sasso e Monti della Laga, in merito all’esposto inoltrato al Prefetto Cinzia Torraco, fatto da loro colleghi ad una circolare dl direttore Alfonso Calzolaio, “Il decreto”, si fa osservare nella segnalazione, “dal momento che prevede che la prestazione lavorativa è resa in via ordinaria in forma agile, intende che i dipendenti non debbano produrre richieste ai dirigenti che non devono rilasciare autorizzazioni, ma dovranno essere individuate solamente le attività indifferibili ove siano presenti”.
Eppure la circolare di Calzolaio, secondo i dipendenti, “risulta a beneficio solo di una minima parte dei dipendenti precludendo le possibilità di lavoro agile alla maggior parte dei dipendenti che non rientrano nelle fattispecie indicate dalla circolare”.
Spiegano però i colleghi firmatari della nota: “Naturalmente, tutto può essere migliorato e integrato e confidiamo che la Direzione possa operare per permettere a tutti, in considerazione dell’emergenza data dalla pandemia da Coronavirus Covid-19, di usufruire del lavoro agile. Teniamo a sottolineare però che, in un momento come questo, ciò che conta è l’unità di intenti di tutti e anche per questo riteniamo che debbano essere messe da parte le polemiche strumentali inutili, altrimenti avremo difficoltà a fronteggiare l’emergenza che abbiamo davanti.
“Da qualche giorno è come se fossimo in guerra si legge nella nota – e in ogni conflitto ciò che è importante è essere tutti uniti, perché come disse Abramo Lincoln, alla vigilia dello scoppio della Guerra di Secessione Americana, citando il Vangelo di Marco, “una casa divisa contro se stessa non può reggersi in piedi’. La nostra casa, il nostro Paese, il nostro Ente deve andare avanti unito perché solo così potrà restare in piedi e continuare a fronteggiare con efficienza il Coronavirus”.
I firmatari sono Angelini Alberto, Artese Carlo, Catonica Carlo, Curcetti Elena, Davini Giorgio, De Simone Sabrina, Di Cesare Marco, Di Donato Rolando, Di Francesco Marco, Di Giustino Nunzia, Di Melchiorre Germano, Di Pietro Marino, Di Santo Daniele, Di Vincenzo Marta, Galgani Pier Francesco, Giacobbe Gianni, Giannangeli Rosita, Lenti Luigi, Masciovecchio Massimo, Mastrodascio Totò, Merlini Italo, Migliarini Luca, Olivieri Elsa, Piccinini Chiara, Pirocchi Gennaro, Riccioni Paolo, Schillaci Luca, Trasatti Pasqualino






