PESCARA – I ciclisti pescaresi, rappresentati dall’associazione Pescarabici, dicono no al nuovo progetto Parco centrale, che prevede la sistemazione delle aree di risulta della stazione ferroviaria di Pescara,  che prevede due torri e altri spazi parcheggi di prossimità per circa 3.000“posti auto, che saranno gestiti da parte di chi si aggiudicherà il contratto di project financing.”Siamo sicuri che la gestione ventennale dei posti auto sia l’unica soluzione possibile per realizzare il parco Centrale?”, si chiede in una nota Pescarabici, – siamo sicuri che questo “soluzione” non contrasti con la strategia manifestata con il nuovo Piano urbano per la mobilità Sostenibile-  approvato dalla Giunta e dal Consiglio Comunale, in cui si parla di una drastica riduzione delle auto in città a partire da subito?”

A Pescara, ragiona pescarabici, ci sono 270 chilometri di strade e  60-70.000 spazi auto, distribuiti lunghe le strade stesse, nelle piazze e, qualche migliaio, nei parcheggi a pagamento, e dunque aggiungere altri parcheggi nel cuore della città non sono viene ritenuto superfluo, ma in contrasto con una poolitica di riduzione del flusso del traffico stradale, e dell’inquinamento nel centro cittadino, con poteziamento del trasporto pubblico, e anche delle piste ciclabili.

“Ogni buco, ogni spazio libero ospita le auto – si legge nella nota –  Praticamente si parcheggia dappertutto. Eppure, sembra che di parcheggi ce ne vogliano ancora di più. Tutto questo mentre si fanno piani e programmi di riduzione della mobilità a motore privata, e si programmano ciclovie urbane per la mobilità attiva. Il Piano urbano della mobilità, in aderenza ad ulteriori documenti strategici di governo del territorio comunale prefigura, da qui ad almeno 10 anni, una riduzione della componente modale del traffico motorizzato privato (auto) al 50 per cento rispetto alla situazione attuale (circa 90 per cento). Il che si traduce in incremento del trasporto collettivo e degli spostamenti in bicicletta. E, ci sentiamo tranquillamente di affermare, una conseguente drastica riduzione della necessità di parcheggi auto”.

Pescarabici osserva che “in tutto il mondo si sta andando verso una mobilità fatta di mezzi pubblici, bici e auto condivise. Tra uno o due decenni al massimo le auto diventeranno solo un servizio  e non un bene di proprietà. I parcheggi  diventeranno antiquati, perché l’auto privata scomparirà e sarà sostituita da un insieme di auto condivise, mezzi pubblici, biciclette sia personali che condivise, di bici assistite per la micro logistica”.

“E qui, invece – si osserva ancora – pensiamo di concedere per ben 20 anni, in uno scenario completamente diverso dall’attuale, spazi per 3.000 posti auto nel cuore centrale della città, all’interno di un parco! Non possiamo che esprimere il nostro stupore rispetto a condotte di pensiero che prefigurano scenari in controtendenza rispetto a quanto già fatto proprio dalla pianificazione comunale in corso di redazione e da un intorno di esperienze europee, ma anche nazionali, che ormai certificano l’opposto. Non per nulla la primavera scorsa sulle pagine dell’Economist, e quindi non su un giornalino di quartiere, era apparso un articolo dal titolo eloquente: “Meno parcheggi per tutti!”.  Noi crediamo che ora, subito, se ne debba parlare, per evitare di congelare il futuro prossimo ad un presente che diventerà velocemente passato remoto”.