L’AQUILA – “Al momento non ho nessuna intenzione di dimettermi ma se sentissi che il Signore me lo chiedesse vorrei essere vescovo emerito e ritirarmi in qualche chiesa di Roma al servizio dei sofferenti. Nessuna coincidenza, quindi, il viaggio di fine agosto all’Aquila dove è sepolto Celestino V”.

Lo ha ribadito in un’intervista a TelevisaUnivision,  Papa Francesco, che sarà a L’Aquila, per la storica visita in occasione dell’apertura della porta santa della basilica di Collemaggio, il 28 agosto, nella Perdonanza celestiniana.

Aggiunge poi cche in futuro le dimissioni del Papa andranno definite e “delineate un po’ meglio, rese più esplicite” e che, se mai lo facesse, seguirebbe criteri diversi da Benedetto XVI: si farebbe chiamare “vescovo di Roma emerito”,  e non Papa emerito, non indosserebbe la talare bianca né vivrebbe in Vaticano, Del resto, non tornerebbe neppure in Argentina ma rimarrebbe a Roma, “forse” in San Giovanni in Laterano.

“Se sopravvivo dopo le dimissioni, vorrei confessare e andare a vedere i malati, come un semplice prete”, ha aggiunto.  È vero che “gli fa un po’ male il ginocchio” e si sente un poco “sminuito”, pur potendo camminare, ma “mai” gli è venuto in mente di dimettersi per questo. Tuttavia, “se vedo che non posso, o mi faccio male o sono un ostacolo”, ha spiegato, confida nell’ “aiuto” per prendere la decisione di ritirarsi.

Già nel 2014 aveva spiegato che Benedetto XVI “ha aperto una porta, la porta dei papi emeriti e un vescovo di Roma sente le forze venir meno, credo debba farsi le stesse domande di Benedetto”.