L’AQUILA – “L’ammucchiata aquilana sulla Palestina è una vergogna. Ci vuole poco per il Partito democratico passare dalla manifestazione di Roma, dove si sono ritrovati Calenda, Letta, Salvini e Boschi per appoggiare la ‘povera’ Israele, alla manifestazione dell’Aquila. Qui un nucleo di sigle tra le più svariate allegramente insieme al Pd e alle sue ‘frattaglie’ vogliono rappresentare una alternativa al sionismo aggressivo e guerrafondaio. Tutto ciò ha più il sapore elettorale prossimo venturo, una chiamata in correità, più che un atto di solidarietà verso il popolo Palestinese”.

Così in una nota Tina Massimini e Alfonso De Amicis, storici rappresentanti della sinistra aquilana. “Crediamo – aggiungono – che la manifestazione di Roma dia una immagine per cui la causa di un popolo non esista, non deve esistere e più in generale non esiste la storia se non quella raccontata dagli oppressori e quindi di chi si considera il vincitore. Stando a quelle immagini e a quei racconti così magistralmente posti, resistere diventa un crimine. E consideriamo quella sceneggiata, quelle immagini come la viltà di una intera classe politica, completamente supina e servile all’Atlantismo più becero. È utile ricordare a proposito che né Andreotti, né Craxi si mostrarono così accecati verso gli Usa, tanto che più volte rimarcarono un’autonomia sulla questione Palestinese, che oggi sarebbe vista come rivoluzionaria, come lesa maestà”.

“Perché c’è da chiedersi di quale guerra si parla quando di fronte abbiamo Israele, con un esercito tra i più attrezzati e tecnologicamente avanzati del mondo – proseguono – contro un popolo, o quel che resta di esso, un popolo che ha difficoltà ha chiamarsi e farsi Stato, nonostante tutte le risoluzioni Onu, tutte sistematicamente ignorate dal sionismo, perché ben protetto dagli Stati Uniti. Questi ultimi anche con le elezioni di Biden non hanno minimamente messo in discussione quanto provocatoriamente messo su da Trump”.

“Questo per dire che quando si deve difendere l’egemonia statunitense, a cavallo donato non si guarda in bocca. La constatazione è amara e la domanda che ci poniamo è come possono forze che si vogliono alternative far marciare alla propria testa partiti e movimenti che nulla hanno a che fare con la liberazione e l’oppressione del Popolo della Palestina”, concludono Massimini e De Amicis.