L’AQUILA – Si è finalmente svestito dei ponteggi e dei paramenti di cantiere Palazzo Ardinghelli, mostrando la sua facciata barocca in tutta la rinnovata bellezza grazie ai tenui intonaci color terra, la balconata a forma di timpano, gli stemmi lapidei e gli altri elementi di pregio e gusto barocco.
In attesa che si completi anche il restauro degli spazi interni, entro e non oltre fine 2015, quando il palazzo in piazza Santa Maria Paganica, all’Aquila,, gravemente danneggiato dal sisma, sarà restituito ala città per diventare la sede della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo e un museo di arte moderna e contemporanea.
L’inizio della rimozione dei ponteggi esterni è coinciso con la visita di Victor Vlasov, primo segretario dell’Ambasciata del Governo della Federazione Russa, accompagnato nel cantiere da Francesco Scoppola, direttore regionale ad interim della Direzione regionale dei Beni culturali e paesaggistici in Abruzzo, e dall’architetto Berardino Di Vincenzo responsabile dei lavori.
Un atto di prima riconoscenza innanzitutto, visto che il palazzo, storica dimora della famiglia Ardinghelli, di origine toscana, uno i primi palazzi nobiliari ad essere realizzato dopo il terremoto del 1703, ora di proprietà del ministero dei Beni culturali, sta per essere restaurato del tutto grazie alla donazione del governo russo, a seguito l’accordo firmato nell’aprile 2010, tra l’allora primo ministro della Federazione russa Vladimir Putin e l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi, con cui russi si sono impegnati a finanziare il restauro di Palazzo Ardinghelli e la chiesa di San Gregorio nell’omonima frazione aquilana.
E il primo segretario Vlasov ha potuto constatare che anche internamente i lavori sono a buon punto: è stato infatti terminato il consolidamento sismico e la ricostruzione delle parti crollate. Nei prossimi due mesi si metteranno a dimora gli impianti, a seguire le finiture interne e i restauri conservativi dei decori dei tanti elementi di pregio, come ad esempio dei colonnati del bellissimo cortile interno, e dei giganteschi camini barocchi che impreziosiscono le stanze più grandi.
“Sono molto soddisfatto di come stanno procedendo i lavori – commenta Vlasov – e della qualita. Per il mio Paese questo è un intervento molto importante, perché rappresenta un gesto di solidarietà e il mantenimento di una promessa fatta dopo la tragedia del terremoto del 2009. E significa anche rinsaldare l’amicizia tra il popolo italiano e il popolo russo”.
Questo rapporto d’amicizia, tra l’altro, non si interromperà con la chiusura dei cantieri e il taglio del nastro.
Una stanza potrebbe essere infatti adibita come sede per l’Istituto di Cultura russo, futuro teatro di tante iniziative e di continuativo gemellaggio tra L’Aquila e la Russia già allo studio.
“C’è grande attesa da parte di tutti – afferma Scoppola – a cominciare dal governo, per la ricostruzione e progressiva riapertura degli edifici monumentali del centro storico dell’Aquila. Per quanto riguarda questo palazzo, si stanno facendo passi veloci e importanti non solo nella ricostruzione materiale, ma anche per la futura destinazione d’uso”.






