CHIETI – Catene e lucchetti alle porte antincendio e antipanico del Palacus, l’impianto sportivo di via dei Vestini a Chieti, mentre all’interno c’erano 25 bambini e una cinquantina di studenti universitari e personale del Cus.

È successo venerdì scorso al campus universitario teatino ed è il risultato dell’ennesimo durissimo scontro tra il Centro sportivo universitario e l’ateneo “d’Annunzio”. 

Tutto è iniziato a seguito di una richiesta dell’università al Cus: poter utilizzare l’impianto di via dei Vestini (che è di proprietà dell’ateneo ma è stato dato in gestione al Cus con tanto di convenzione) per un campo estivo per i figli dei dipendenti dell’ateneo, nell’ambito delle manifestazioni organizzate dal Crad, il Centro ricreativo dell’ateneo dannunziano. 

La richiesta non è stata accolta dal presidente del Cus, Mario Di Marco, che ha fatto presente di dover utilizzare quegli spazi per una serie di attività organizzate secondo un piano adottato a dicembre scorso e sottoscritto dagli stessi vertici universitari.

La querelle è andata avanti per giorni tra lettere e risposte. Fino a quando, giovedì scorso, Di Marco ha inviato una nuova comunicazione al Comitato per lo sport (che ha come presidente il rettore Carmine Di Ilio e segretario il direttore generale Filippo Del Vecchio) che ha deciso di inviare anche a Procura e Guardia di finanza, dove non solo si spiegavano le ragioni dei dinieghi alle richieste universitarie ma si chiedeva anche conto dei fondi del Miur per l’esercizio 2014 che, anziché arrivare al Cus sarebbero stati trattenuti dall’ateneo. Su questo punto Di Marco dice di aver sporto querela all’autorità giudiziaria.

Il giorno seguente arriva la risposta del vertice universitario. Dipendenti della “d’Annunzio” si presentano in tarda mattinata al Palacus tentando di sostituire le serrature delle porte. Funzionari del Cus, però, impediscono la manovra. C’è tensione e dal Cus parte la telefonata al 112. L’arrivo dei carabinieri blocca l’operazione. 

Nel pomeriggio, però, ci riprovano. Questa volta non vogliono sostituire le serrature, ma, accompagnati dal responsabile del servizio legale dell’ateneo, provvedono ad applicare alle uscite catene con lucchetto, senza lasciare copia delle chiavi dei lucchetti. 

“In quel preciso momento – dice Di Marco – si stava svolgendo il Camp organizzato dal Cus con 25 bambini, c’erano inoltre studenti e sportivi”.

Il presidente del Cus a quel punto, messa a rischio la sicurezza dell’impianto sportivo ha sospeso il tutto e organizzato un’uscita dei ragazzi e del personale dell’impianto, passando per l’unica porta rimasta aperta. 

Subito dopo si è recato dai carabinieri di Chieti Scalo a sporgere querela contro il direttore generale dell’ateneo “d’Annunzio”, Filippo Del Vecchio, accusando di interruzione di un pubblico servizio e attentato all’incolumità anche di minori. 
 
“C’erano i figli dei nostri dipendenti che volevano organizzare un campo estivo e avevano bisogno di quegli spazi che sono di proprietà dell’ateneo. Cos’altro potevamo fare?” È stato il commento alla vicenda del rettore Di Ilio. Arianna Iannotti