L’AQUILA – Festa nella frazione aquilana di Paganica per i cent’anni di Linda Rossi, nata il 15 settembre 1912 e che oggi è stata celebrata con una piccola festa.

Linda è arrivata al ragguardevole traguardo circondata dagli affetti più cari: i figli Domenico, Giuseppe, Maria Pia e il genero Ubaldo e tanti nipoti.

A spegnere con lei la fatidica, centesima candelina, anche tanti amici del vicinato storico di via del Caldarello e di quello acquisito del progetto C.a.s.e. di Paganica 1.

Lì la donna è stata costretta a trasferirsi a causa del terremoto del 6 aprile 2009 che ha distrutto il centro storico della frazione del capoluogo, dopo che aveva già affrontato a soli tre anni il sisma del 1915, vivendo dentro una baracca di tavole.

Gli auguri sono arrivati anche dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e dalla sezione “Oliviero Evangelista” di Paganica.

Quest’ultimo, tra l’altro, era lo zio di Linda, ucciso durante il ventennio fascista.

La comunità paganichese si è stretta attorno alla neo centenaria, che ha ricevuto in dono un quadro in legno e ceramica raffigurante via del Caldarello dove andò a vivere in gioventù dopo il matrimonio.

Linda ha riconosciuto al volo la ‘sua’ via, indicando uno dopo l’altro i luoghi oggi abbandonati dopo il dramma di oltre tre anni fa: la scala di Scerretta, il cancello di Rinaldo, la fontanella, la casa di Matilde, la finestra di Zarrafina e la scaletta di Paolina.

Ha ricordato l’umanità che tanti fa ognuno aveva verso l’altro: “Ogni lavoro era di tutti e si faceva in compagnia”. E ancora tanti aneddoti e ricordi.

Un mondo che ancora non si rassegna ad aver perso: “Cosa voglio per regalo? Riportatemi a casa e lasciatemi lì!”, ha detto scherzando ma non troppo! Alberto Orsini