OVINDOLI – “Gran parte delle superfici che si intendono escludere dal Parco regionale Sirente-Velino sono aree montane dove ogni attività umana è cessata da almeno cinquant’anni e dove le successioni naturali stanno portando al recupero degli ecosistemi naturali e della biodiversità”.

Lo ribadisce l’associazione Appennino ecosistema, dopo gli interventi di alcuni amministratori che spingono per ridurre il perimetro dell’area protetta, che torna a chiedere la trasformazione in Parco nazionale.

“Le aree sulle quali insistono i nuovi impianti sciistici progettati alla Magnola per un totale di quasi 13 milioni di euro sono comprese nella Zps (Zona a protezione speciale, ndr) numero IT7110130 denominata ‘Sirente Velino’, dove per la realizzazione di qualsiasi nuova opera è necessario lo Studio di incidenza ambientale e la relativa dichiarazione di incidenza non significativa sulle specie e gli habitat protetti a livello europeo”, spiega poi l’associazione nella nota.

Gli attivisti di Appennino ecosistema, contraddicono poi la tesi per la quale tutti i nuovi impianti sciistici progettati alla Magnola sono già esecutivi, spiegando come “sono invece ancora del tutto privi del necessario Studio di impatto ambientale e della relativa approvazione della Via (Valutazione impatto ambientale, ndr) da parte dell’apposito Comitato regionale, presso il quale la procedura deve essere avviata e conclusa, per legge, prima di procedere alle relative gare d’appalto”.

L’associazione Appennino ecosistema ribadisce la propria disponibilità ad esaminare qualsiasi proposta “che possa sbloccare la penosa situazione di un Parco che, dopo 27 anni dalla sua istituzione, ancora non è riuscito a decollare a causa della colpevole disapplicazione da parte dell’amministrazione regionale delle tre leggi regionali finora emanate”.

“Ma, allo stesso tempo, l’associazione non può mancare di denunciare i numerosi tentativi di falsificare la realtà dei fatti, sulla cui base non è possibile avviare alcun processo costruttivo di concertazione”.

“L’unica possibilità realistica per rilanciare la protezione e la valorizzazione del massiccio del Velino-Sirente è quella di farne un grande Parco nazionale, sganciato da logiche localistiche e finalmente degno delle enormi ricchezze di biodiversità che vi sono custodite”, conclude la nota.