PESCARA – È scontro sulla effettiva attivazione degli ospedali di comunità di Scafa e San valentino in Abruzzo citeriore, che in base alle tempistiche del Pnrr dovevano essere attivi già il 30 giugno, tra il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli e la Asl di Pescara.

Del casi se ne è occupato anche il tg mediaset.

Per Blasioli le inaugurazioni “sono state solo un set cinematografico”, visto che a San Valentino “ci sono stanze vuote, corridoi deserti, letti ammassati al centro della stanza. In sottofondo rumore di cantieri attivi, che rivelano lavori ancora in corso”, come pure a Scafa “la struttura non è operativa, è evidente che sia solo uno scatolone vuoto”.

E ironizza: “il centrodestra continua a utilizzare la sanità come strumento di propaganda, a danno della corretta informazione dei cittadini, degli utenti e persino degli operatori sanitari. Assistiamo a una rappresentazione costruita ad arte per mostrare una realtà che purtroppo non esiste. Viene in mente il film del 1962 Gli anni ruggenti di Luigi Zampa, quando il podestà interpretato da Gino Cervi spostava le mandrie da una fattoria all’altra per far credere che tutto andasse a meraviglia”.

La Asl con il dg Vero Michitelli replica spiegando che i lavori non completati sono fanno parte del Pnrr, ma sono finanziati con fondi propri, e non vale dunque la scadenza del 30 giugno, e soprattutto che “la conclusione dei lavori non coincide, spesso, con l’attivazione dei ricoveri o dei servizi sanitari. Confondere queste due fasi significa sovrapporre momenti completamente diversi. Una cosa è il completamento dell’opera, attestato da verbali e certificazioni tecniche; altra cosa è l’avvio dell’attività assistenziale, che richiede la definizione di procedure operative condivise con tutti i soggetti coinvolti – Regione, ospedali, Medici di medicina generale e servizi aziendali – per garantire sicurezza, appropriatezza e continuità dell’assistenza”.

LA NOTA DI BLASIOLI

“Stanze vuote, corridoi deserti, letti ammassati al centro della stanza. In sottofondo rumore di cantieri attivi, che rivelano lavori ancora in corso. E ancora impalcature, tubi scoperti e perdite d’acqua. È questo quello che abbiamo trovato nel corso della visita ispettiva nell’ospedale di Comunità di San Valentino in Abruzzo Citeriore che ci si è palesato come un edificio fantasma, senza nessun ricoverato e con pochissimo personale, fermo in attesa che qualcosa si muova. Eppure qui, in questi spazi, poche settimane fa tutto il centrodestra abruzzese in pompa magna ha inaugurato la struttura parlando di svolta, trionfo, risposte concrete e altre chiacchiere.

In grande spolvero il Presidente Marco Marsilio, il Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, l’Assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì, e i vertici Asl, si sono vicendevolmente scambiati pacche sulle spalle e incensati con dichiarazioni auto celebrative. E cosa rimane di quella pantomima per i pazienti?

Niente, solo un set cinematografico per la durata di un tg.

Una vergogna, l’ennesima di questo centrodestra, che fa il paio con la situazione che abbiamo trovato a Scafa, dove dovrebbe sorgere una Casa di Comunità.

Lì ci siamo trovati addirittura davanti a un cantiere ancora aperto, con una struttura impossibile da visitare proprio per i lavori in corso.

Almeno a Scafa c’è stata la decenza di non inaugurare, ma forse solo per non sporcarsi le scarpe di fango e catrame”. A dichiararlo in una conferenza stampa, in cui sono stati mostrati documenti e fotografie della visita ispettiva, è il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, che spiega nel dettaglio

“Il progetto dell’ospedale di Comunità di San  Valentino, presso il secondo piano del polo sanitario già presente e attivo nel Comune, è stato approvato dalla Asl con Delibera n. 494 del 31 marzo 2023, per un importo complessivo di 2,238 milioni di euro, finanziati nell’ambito della Missione 6 del Pnrr.

I lavori previsti riguardavano l’intera struttura, da adeguare sismicamente e al livello impiantistico.

Quindi non solo il secondo piano, nel quale è prevista la collocazione dell’ospedale di comunità. Il verbale di riconsegna dei lavori da parte della ditta affidataria, che porta la data del 22 giugno, fa però riferimento esclusivamente al piano secondo. Basta infatti recarsi presso la struttura, come abbiamo fatto noi, per trovare aree di cantiere intercluse al passaggio delle persone, ponteggi, operai al lavoro sulle parti interne.

Poiché anche questi lavori facevano parte del finanziamento del Pnrr per l’ospedale di comunità, non essendo stati completati, bisognerà comprendere a carico di chi saranno – immaginiamo della Asl – e con quali risorse saranno pagati.

Stupisce tuttavia trovare operai ancora al lavoro anche al secondo piano, quello inaugurato e che, stando alla dichiarazione del Direttore Generale della Asl, dovrebbe essere già attivo e operante a pieno servizio.

Le stanze hanno i nuovi letti, tutti accentrati nel mezzo delle stanze vuote. Ci sono pozzanghere d’acqua a terra, operai ancora a lavoro sull’impianto elettrico, mancano doccini e rubinetti nei bagni, ma soprattutto mancano dotazioni strumentali e tecnologiche quale per esempio l’apparecchio radiologico portatile e le carrozzine, delle quali viene assicurata la presenza nell’allegato alla delibera Asl n. 1036 del 30 giugno 2026.

Tra l’altro, gravissimo, mancano anche i 20 dispositivi di somministrazione dell’ossigeno ad alti flussi murari, fondamentale in quanto farmaco salvavita in casi di insufficienza respiratoria. La loro disponibilità immediata è fondamentale, mentre nei corridoi sono invece presenti delle bombole che comunque non assicurano più di un paio d’ore di autonomia in casi di emergenza.

In questa situazione assurda non c’è traccia di un solo ricoverato, ma l’Ospedale dovrebbe ospitarne fino a 20. Nella Delibera n. 1022 del 30 giugno, con la quale viene organizzata la turnazione aggiuntiva dei medici per la prima fase di attivazione, si afferma che questa sarebbe dovuta partire dal 15 luglio ovvero dalla data di effettiva presenza dei pazienti. Dunque, al 30 giugno esisteva l’ipotesi di portare i pazienti nell’ospedale dal 15 luglio, ipotesi che non si è verificata, a testimonianza di una situazione effettivamente ancora precaria e di una struttura ancora da completare.

L’Ospedale non è assolutamente pronto e a mio avviso è difficile che l’opera possa essere conforme alle previsioni del Contratto istituzionale di Sviluppo (CIS), il documento in cui vengono esplicitati i target e gli obiettivi delle opere finanziate con PNRR.

Nell’accesso agli atti c’è stata fornita inoltre una dichiarazione del Direttore Generale Asl, già citata, e che troviamo allegata alla Delibera Asl n. 1029 del 30 giugno 2026, con la quale dichiara, tra le altre:

– Il completamento dell’opera in conformità al Cis;

– Che i servizi dell’Ospedale sono attivi a partire dal 30 giugno 2026;

– Che le attrezzature e le strumentazioni mediche e diagnostiche necessarie al funzionamento del servizio sono state installate e sono operative.

Dichiarazioni su cui oggettivamente riteniamo lecito avere più di un dubbio, alla luce della situazione che abbiamo trovato.

Su una cosa però la Asl di Pescara è stata ineffabile. Con delibera n. 978 del 26 giugno 2026, ha assunto il personale del comparto sanitario, 8 infermieri, 6 oss e 1 fisioterapista, con contratto a tempo determinato fino al 31 dicembre 2026. Nel corso della visita ispettiva abbiamo riscontrato che il personale è effettivamente presente dal 1 luglio, ma non riusciamo a spiegarci cosa faccia, visto che i lavori sono ancora in alto mare e di ricoverati non si vede l’ombra.

Nella stessa giornata, subito dopo la visita ispettiva a San Valentino, abbiamo fatto visita anche alla Casa di Comunità di SCAFA, anch’essa formalmente attiva dal 30 giugno, ma che almeno hanno avuto il buongusto di non inaugurare, e abbiamo capito il perché.

Mancano cartelli di cantiere, ma gli operai sono al lavoro sotto il sole senza sosta, come ho verificato di persona, sugli allacci fognari, anche se la Casa di Comunità doveva essere terminata il 30 giugno 2026 e dalla documentazione risulta operativa a quella data.

La struttura invece non è operativa, è evidente che sia solo uno scatolone vuoto, nonostante la delibera Asl n. 1031 del 30 giugno affermi il contrario. Una dichiarazione che si scontra con i lavori in corso, dei quali abbiamo avuto prova diretta. Non si trovano neanche le apparecchiature per la diagnostica di primo livello e i servizi per la telemedicina, che pure dovrebbero essere presenti.

Come per l’Ospedale di Comunità di San Valentino, anche in questo caso, alla Delibera, è allegata la dichiarazione del Direttore Generale che certifica, tra le altre:

– Il completamento dell’opera in conformità al Cis;

– Che i servizi della Casa di Comunità sono attivi a partire dal 30 giugno 2026;

– Che le attrezzature e le strumentazioni mediche e diagnostiche necessarie al funzionamento del servizio sono state installate e sono operative.

In questo caso, però, nella Delibera viene fatta una specifica: “i servizi descritti nella predetta dichiarazione di attivazione sono già attivi, nelle more del completamento delle necessarie attività di allestimento della nuova struttura, presso il CERS di Scafa a far data dal 30 giugno 2026 e sono in fase di trasferimento presso la nuova struttura, sede della Casa della Comunità; il trasferimento si concluderà entro i primi giorni del mese di luglio 2026″. Appare tuttavia singolare certificare che i servizi sono attivi in un’altra struttura: con questo criterio, praticamente si sarebbe potuto certificare anche l’avvio di una struttura di cui esistono solo le fondamenta. E comunque, a ormai metà luglio, questo trasferimento non è avvenuto.

Dall’accesso agli atti eseguito presso il Dipartimento Sanità risulta inoltre il verbale di ultimazione dei lavori, certificato dal Direttore dei Lavori il 26 giugno, che sicuramente ci sembra un po’ in contrasto con quanto visto e fotografato nel corso della visita ispettiva, almeno per quel che riguarda le lavorazioni esterne, date per ultimate il 26 giugno e che al 16 luglio erano ancora in altissimo mare.

Insomma, lo stato di queste due strutture fondamentali per la medicina territoriale ci sembra tutt’altro che operativo e ciò che ho visto con i miei occhi lascia più di un dubbio sulla correttezza delle dichiarazioni rese dai vertici della Asl e sulla effettiva operatività. Per questo, ho presentato una interpellanza urgente in Consiglio regionale, sperando che arrivino risposte vere ed esaustive che non mi costringano a chiedere una commissione di vigilanza. Nel frattempo, continuerò a verificare gli atti degli altri ospedali e Case di Comunità, sperando che i fondi PNRR persi vengano presto sostituiti da fondi regionali per la realizzazione di queste strutture.

Una cosa è certa – conclude Blasioli – il centrodestra continua a utilizzare la sanità come strumento di propaganda, a danno della corretta informazione dei cittadini, degli utenti e persino degli operatori sanitari. Assistiamo a una rappresentazione costruita ad arte per mostrare una realtà che purtroppo non esiste. Viene in mente il film del 1962 Gli anni ruggenti di Luigi Zampa, quando il podestà interpretato da Gino Cervi spostava le mandrie da una fattoria all’altra per far credere che tutto andasse a meraviglia, a quello che pensava un ispettore ministeriale, interpretato da Nino Manfredi. Con questo centrodestra in Abruzzo siamo arrivati alla parodia della parodia, ma a metterla in scena non sono Cervi e Manfredi per strapparci una risata, ma amministratori e rappresentanti istituzionali che dovrebbero garantire il diritto alla salute e l’accesso alle cure. E davanti a ci soffre, rinuncia a curarsi,o attende mesi e anni una visita, non c’è proprio niente da ridere”.

LA REPLICA DELLA ASL DI PESCARA

In merito alla ricostruzione diffusa sugli organi di stampa delle opere PNRR in carico alla ASL di Pescara, l’Azienda ritiene doveroso fornire alcuni chiarimenti tecnici. Le dichiarazioni rese dal vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, infatti, sovrappongono interventi, fonti di finanziamento e fasi procedurali profondamente diverse tra loro, contribuendo a diffondere una rappresentazione non corrispondente alla realtà dei fatti e generando disinformazione su interventi di rilevanza pubblica.

Casa della Comunità di Scafa

Le opere esterne mostrate come presunta prova di ritardo del PNRR non fanno parte dell’intervento finanziato con il PNRR.

Si tratta di lavori finanziati con fondi propri della ASL, oggetto di una variante progettuale resasi necessaria a causa del ritardo nella realizzazione del CERS: si è scelto di rendere la struttura completamente autonoma dal punto di vista impiantistico.

Questi lavori seguono quindi un percorso e una tempistica del tutto distinti rispetto all’intervento PNRR, che risulta concluso nei termini.

A conferma dello stato di avanzamento reale della struttura, con avviso del 17 luglio 2026 (sezione Ultime Notizie della home page del sito aziendale) la ASL ha comunicato alla cittadinanza che, a partire da lunedì 20 luglio, l’UCCP di Scafa sarà operativa presso la Casa della Comunità di Via della Stazione, con contestuale trasferimento di ADI, UVM e PUA, oltre alla strumentazione e agli ambulatori specialistici. Il servizio di Continuità Assistenziale sarà attivo nella medesima sede da martedì 21 luglio. Il trasloco è stato completato nella giornata di ieri, con le ultime attività di sistemazione in corso in queste ore. Si tratta della normale fase di avvio operativo della struttura, che verrà inaugurata ufficialmente il 23 luglio.

Ospedale di Comunità di San Valentino

L’Ospedale di Comunità di San Valentino è stato inaugurato il 29 giugno scorso, nei termini previsti dal cronoprogramma PNRR.

Si contesta l’assenza dell’impianto dei gas medicali come prova che la struttura non sarebbe pronta: va chiarito che tale impianto non era previsto nel progetto finanziato dal PNRR, né rientra tra le dotazioni obbligatorie previste dagli standard nazionali per un Ospedale di Comunità.

Per quanto riguarda i gas medicali, va inoltre precisato che la normativa consente due diverse modalità di erogazione: mediante impianto fisso oppure mediante sistema a bombole, attualmente già disponibile presso la struttura.

La realizzazione dell’impianto fisso costituisce quindi una scelta migliorativa della ASL e non rappresenta una condizione necessaria per il funzionamento dell’Ospedale di Comunità né un requisito previsto dal finanziamento PNRR.

Per quanto riguarda l’impianto di climatizzazione, esso risulta regolarmente realizzato a regola d’arte. Gli inconvenienti riscontrati riguardano esclusivamente la fase di messa in equilibrio dell’impianto, ordinaria nelle procedure di collaudo e avviamento, e sono in corso di definizione prima dell’attivazione dei ricoveri, a garanzia della sicurezza dei pazienti.

È inoltre necessario chiarire un punto centrale, valido per tutte le strutture citate: la conclusione dei lavori non coincide, spesso, con l’attivazione dei ricoveri o dei servizi sanitari.

Confondere queste due fasi significa sovrapporre momenti completamente diversi.

Una cosa è il completamento dell’opera, attestato da verbali e certificazioni tecniche; altra cosa è l’avvio dell’attività assistenziale, che richiede la definizione di procedure operative condivise con tutti i soggetti coinvolti – Regione, ospedali, Medici di medicina generale e servizi aziendali – per garantire sicurezza, appropriatezza e continuità dell’assistenza.

Si tratta di un percorso organizzativo che richiede tempi tecnici appropriati, che nulla ha a che vedere con il finanziamento PNRR e che rappresenta un passaggio indispensabile per l’apertura di qualsiasi nuova struttura sanitaria.

Personale

Con delibera n. 978 del 26 giugno, la ASL ha già assunto 8 infermieri, 6 OSS e un fisioterapista con contratto a tempo determinato fino al 31 dicembre, la cui presenza in servizio dal 1° luglio è stata riscontrata direttamente in sede di sopralluogo.

Interventi PNRR a Pescara

Per l’intervento cittadino, i titoli edilizi necessari sono pervenuti solo tra aprile e maggio 2026: l’iter autorizzativo, che non dipende dalla ASL, ha inevitabilmente inciso sul cronoprogramma esecutivo. I tempi di un procedimento autorizzativo esterno non possono essere attribuiti in via esclusiva all’Azienda sanitaria.

Finanziamento di Montesilvano

Si segnala che non risulta ad oggi alcun provvedimento definitivo di revoca dei fondi PNRR relativi a questo intervento. Presentare come certa una conseguenza che allo stato non lo è costituisce un’anticipazione non supportata dagli atti.

“Dietro ogni delibera, ogni verbale e ogni data richiamata in questi giorni – dichiara il Direttore Generale Vero Michitelli – c’è il lavoro quotidiano di decine di professionisti: tecnici, amministrativi, operai, ingegneri, medici, infermieri e operatori sociosanitari impegnati, spesso anche nei giorni festivi, per portare a compimento interventi complessi e renderli pienamente operativi. Il nostro obiettivo è fare in modo che ogni impianto, ogni procedura organizzativa e ogni percorso assistenziale garantiscano la massima sicurezza per i pazienti e per gli operatori. È questa la responsabilità che continuerà a guidare ogni nostra scelta. La ASL di Pescara proseguirà con determinazione il lavoro avviato, assicurando trasparenza, rigore tecnico e la massima attenzione alla qualità e alla sicurezza dell’assistenza.”