L’AQUILA – Galoppa verso il ricorso al Tar la vicenda della chiusura del reparto di Medicina dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, una decisione compresa nel nuovo atto aziendale della Asl numero 1 contro la quale sono state raccolte 6 mila firme.
Ad annunciarlo ai microfoni di AbruzzoWeb è la dottoressa Laura Natali, portavoce della protesta di personale medico e sanitario, che replica anche ad alcune delle motivazioni spiegate a questo giornale dal direttore generale, Giancarlo Silveri, in merito alla contrastata mossa.
“Sto acquisendo tutti gli atti relativi alla delibera dell’atto aziendale – spiega la Natali – saranno esaminati da un avvocato per vedere se ci sono i presupposti legali per impugnare eventualmente la delibera”, profilando quindi l’ipotesi del ricorso al giudice amministrativo.
Per rafforzare l’azione di protesta il fronte del no si sta strutturando dopo essere uscito allo scoperto in una conferenza stampa in cui il sindacato Ugl ha chiesto le dimissioni di Silveri.
“Le firme superano la quota di 6 mila che rappresenta più del 10% della cittadinanza – ricorda la Natali – Inoltre una parte di questi cittadini, dovutamente informati su quello che accade, stanno formando un Comitato di difesa”.
Numeri che non spaventano il manager Silveri, per il quale “se i cittadini fossero stati informati le firme potevano essere di più ma anche di meno”.
“È offensivo dire che 6 mila persone abbiano firmato perché non siano state informate – replica la dottoressa – Molte persone, dopo quello che ha detto lui, mi hanno telefonato per sapere che succede e molti firmatari sono professionisti, giudici, medici, pazienti e parenti di pazienti”.
La Natali risponde anche sul ruolo di una collega, la dottoressa Sabrina Cicogna, primario di Cardiologia e braccio destro del direttore sanitario Libero Colitti.
“Con lei ci siamo confrontati prima dell’atto quando si paventava la possibilità della chiusura. Aveva detto che saremmo stati trasformati in Medicina d’urgenza ma a un certo punto ha chiuso la comunicazione – attacca la Natali – anzi mi ha detto di stare zitta e non reclamare perché il direttore stava trattando per salvare il reparto. Dopo due giorni è uscito l’atto aziendale” con le brutte notizie.
La Natali, nipote e figlia dei due patriarchi del reparto, i fondatori Giulio e Gianfranco, risponde anche ai rumors che indicano nell’aspirazione a diventare primario del reparto le cause della sua protesta.
“Viene detto che mi batto perché volevo diventare il responsabile del reparto oppure perché lo ha creato mio nonno. È una grave ingiustizia nei nostri confronti soprattutto alla luce dei conti, abbiamo lavorato sempre bene, abbiamo i numeri a posto”, rivendica.
Sempre in risposta ai contro-strali di Silveri, infine, la dottoressa ha diffuso una lettera in cui prende in esame analiticamente i dettagli della vicenda replicando a tono al manager dell’Azienda sanitaria.
LA LETTERA COMPLETA (Pdf, 156 Kb)






