L’AQUILA – “Non vi è stata alcuna interruzione di terapia e le flebo sono state regolarmente somministrate a tutti i pazienti”.
Lo afferma il direttore del servizio Farmacia della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, la dottoressa Esther Liberatore, “che smentisce nettamente quanto riportato da alcuni organi di stampa in merito a presunte criticità all’ospedale dell’Aquila”, si legge nella nota.
Pur senza citare questo giornale, il riferimento è all’articolo pubblicato questa mattina da AbruzzoWeb dal titolo “L’Aquila: senza flebo fisiologiche e personale. La denuncia: in ospedale mancano farmaci di base”.
Nell’articolo vengono riportare le testimonianze di un gruppo di sanitari che hanno denunciato come, a causa della carenza di flebo di fisiologica, ai pazienti si stanno somministrando compresse, e anche il fatto che mancano i farmaci base, macchinari moderni, oltre a medici, infermieri e tecnici, un problema che in questo periodo di ferie impone al personale di rinunciare al riposo settimanale per riuscire a coprire i turni.
Una ricostruzione quindi smentita dalla Asl.
“Le somministrazioni di flebo – precisa Liberatore – vengono regolarmente assicurate attraverso le confezioni da 500 ml, nonostante la carenza delle formulazioni da 100 e 250 ml evidenziata a livello nazionale, come da specifica comunicazione dell’AIFA. A dispetto di tale scarsità, evidentemente non imputabile alla Asl, il nostro servizio si è organizzato in modo tale da garantire la somministrazione di terapie per endovena a tutti i pazienti dei reparti”.
“In merito alla presunta carenza di farmaci di cui l’articolo omette di indicare qualsiasi riferimento – aggiunge -, il Servizio ad oggi non evidenzia alcuna carenza, se non quella per i farmaci non registrati in Italia, per i quali la normativa prevede obbligatoriamente l’autorizzazione all’importazione da parte di AIFA”.
“Le notizie diffuse purtroppo seminano, in modo del tutto ingiustificato, sconcerto e disorientamento nell’opinione pubblica, a danno del servizio pubblico e di chi ne beneficia”, conclude la nota.







