GUARDIAGRELE – Protesta questa mattina davanti all’ospedale di Guardiagrele (Chieti) dopo la notizia del trasferimento dei reparti di Lungodegenza ad Ortona (Chieti) e di Psichiatria a Chieti.

Il gruppo consiliare di minoranza al Comune, “Guardiagrele il bene in comune”, ha radunato simpatizzanti e sostenitori davanti al SS. Annunziata per spiegare quello che sta succedendo nel presidio ospedaliero che l’azienda sanitaria locale vuole trasformare in presidio territoriale assistito, come è accaduto a Casoli (Chieti).

“La notizia del trasferimento dei due reparti ci è arrivata per vie traverse – spiega il consigliere di minoranza Angelo Orlando – l’abbiamo saputo grazie a una comunicazione che è stata fatta alla rappresentanza sindacale unitaria. La motivazione sarebbe sempre di tipo economica, ma comunque non è possibile autorizzare lo spostamento di due reparti senza un’autorizzazione ufficiale”.

Il gruppo consiliare di minoranza ha già diffidato la Asl ad attuare questi trasferimenti, ma la protesta va avanti: “Vorremo anche sapere  – continua Orlando – se il direttore generale ha i titoli per prendere decisioni di questo genere”.

“Senza contare – ricorda il consigliere Simone Dal Pozzo – che due sentenze del Tar del maggio 2011 hanno annullato i provvedimenti di chiusura dell’ospedale di Guardiagrele decisa dalla Asl”.

Sull’argomento pende ancora il giudizio del Consiglio di stato che deve esprimersi sull’appello della Regione contro le sentenze del Tar.

“Ci chiediamo anche – ha concluso il consigliere Gianna Di Crescenzo – perché questa mattina a difendere l’ospedale ci siamo solo noi e non anche il sindaco, Sandro Salvi, che è stato nominato responsabile della sanità per il Pdl, oppure Antonio Tavani, Rocco Micucci, Fabrizio Montepara, Fabrizio Di Stefano e Mauro Febbo che in campagna elettorale tanto si sono battuti per non chiudere il SS. Immacolata e adesso sono spariti”. (ar.ia.)