PESCARA – Ci risiamo, il “solito” fronte dei ribelli inguaia ancora una volta la traballante maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale, questa volta sul tema del project financing per i nuovi ospedali.
Si tratta dei firmatari della famosa lettera di qualche settimana contro il governatore, Luciano D’Alfonso, bocciando il metodo troppo autoritario e individualista e chiedendo una maggiore partecipazione, pena il rischio di una mozione di sfiducia: due sotto addirittura assessori, Donato Di Matteo del Partito democratico e Andrea Gerosolimo di Abruzzo civico come Mario Olivieri.
Da notare un “giallo” su questa nota: ieri sera il leader del Movimento civico abruzzese, nuova denominazione di Ac, Giulio Borrelli, l’aveva diffusa in un’altra versione più estesa, a sua firma e senza la presenza di Di Matteo.
Oggi l’altra versione, con le firme dei tre ribelli e senza Borrelli, da cui è scomparsa una frase conclusiva importante che si trovava giusto dopo la richiesta di chiarimenti a D’Alfonso: “In caso contrario ci vedremo costretti a prendere le distanze sia dal progetto specifico, sia sulla permanenza in una Giunta che ignora le ragioni del confronto e della condivisione”.
La classica “goccia” che ha fatto traboccare il vaso è stato un servizio del quotidiano Il Centro che rimarca come i progetti di finanza per realizzare cinque nuovi ospedali in Abruzzo permetteranno alla Regione di contribuire solo per il 30% delle somme necessarie mentre il resto è a carico dei privati che si aggiudicheranno l’appalto di valenza europea.
La Regione, che ha a disposizione solo 109 degli 840 milioni necessari, si affida ai privati e a loro vantaggio nel nuovo ospedale di Chieti ci dovrebbero essere anche 28 attività dallo sportello bancario ai negozi di abbigliamento intimo, dalla profumeria a bigiotterie e gioiellerie, dall’alimentari a negozi di accessori e ci saranno persino un’agenzia viaggi, videogiochi e una “caramelleria”. (alb.or.)
Dai mezzi di comunicazione apprendiamo l’intenzione del presidente della Giunta regionale di proporre l’approvazione di un mega progetto di finanza per la realizzazione, oltre che dell’ospedale di Chieti, di altri ospedali del territorio, per un importo complessivo pari a 840 milioni di euro.
Il fatto stesso di essere venuti a conoscenza di questa notizia in maniera casuale ci pone in una grave situazione di difficoltà e di imbarazzo, a causa della evidente non conoscenza di un progetto di così vasta portata, nato senza il dovuto confronto politico all’interno della maggioranza della quale crediamo di fare parte.
Abbiamo più volte rivendicato la necessità di confronto sulle problematiche di interesse collettivo e sulle decisioni che impegnano la volontà politica delle diverse componenti presenti nella maggioranza che governa la Regione Abruzzo.
Premettiamo, rispetto al tema in oggetto, di non essere aprioristicamente contrari a progetti di finanza, che utilizzano fondi di privati per pubblico interesse, ma ci teniamo a rimarcare che decisioni di tale portata, le quali impegnano per decenni le Asl della Regione Abruzzo e, conseguentemente, i cittadini abruzzesi, non ci trovano d’accordo, soprattutto laddove non siamo in grado di comprendere le ricadute e le conseguenze delle stesse.
Ci sembra, pertanto, di assistere a un rilancio dell’iniziativa riguardante l’ospedale di Chieti su cui si era già avanzata la proposta di un progetto di unificazione funzionale degli ospedali di Chieti e Pescara, con un’unica direzione e una rimodulazione delle unità operative, senza doverne realizzare uno ex novo.
Per tutta risposta ci troviamo di fronte a un fatto (quasi) compiuto, non potendo presentare le nostre riflessioni in considerazione dell’oggettiva impossibilità di conoscerne, preventivamente, le motivazioni programmatiche.
Siamo pertanto costretti a esprimere il nostro dissenso, sia sul metodo che sul merito, invitando il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, a fare chiarezza.






