CHIETI – Si infittisce il giallo sul futuro dell’ospedale di Atessa (Chieti). “Nessun iter è stato avviato per il riconoscimento dell’ospedale di Atessa come nosocomio di area disagiata a differenza di quanto affermato dall’assessore regionale Silvio Paolucci“. E’ quanto afferma il consigliere regionale Mauro Febbo. “Solo strumentalizzazioni”, risponde Paolucci.
La polemica era esplosa nelle scorse settimane quando analizzando il “Piano regionale della riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese”, non si era trovata traccia della riconversione del San Camillo de Lellis in ospedale di zona disagiata, al contrario di quanto assicurato dal sindaco, Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1, che alle elezioni regionali del 2014 era il coordinatore del movimento Abruzzo Civico che ha eletto due consiglieri regionali, Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri. Ma Borrelli aveva rassicurato che “il riconoscimento del San Camillo de Lellis di Atessa come ospedale di area disagiata è in una fase istruttoria avanzata e lo dimostrano gli atti regionali e ministeriali”.
Rassicurazioni ulteriormente esposte dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci che, dopo il caso, aveva confermato l’avanzamento dell’iter. Un bluff elettorale, l’aveva definito Febbo.
“L’assessore – spiega Febbo – viene smentito sia dal documento del tavolo di monitoraggio sia dagli atti prodotti dello stesso Governo regionale. Infatti, il tavolo di monitoraggio non prende in considerazione la proposta di area disagiata, poiché non vien ricompresa negli atti aziendali ‘trasmessi (seppur non ancora tutti approvati), presentano talune discordanze rispetto alla rete ospedaliera ex decreto n.79/2016’, si legge testualmente nel documento dal tavolo di monitoraggio”.
“Quello che sostengo viene tutto confermato dalla delibera di giunta regionale numero 294, approvata l’8 maggio avente per oggetto ‘Presa d’atto della deliberazione del direttore dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti del 14 marzo 2018 . Parere di conformità ex decreto regionale 28 febbraio 2017 sull’Atto aziendale dell’Asl Lanciano-Vasto-Chieti (decreto 1200/2017 e 322/2018)’ che non prevede nulla circa l’area disagiata per il San Camillo di Atessa”.
“Quindi nulla è stato previsto e nulla viene modificato nell’atto aziendale e chiaramente nel decreto 79/2016”. Nei fatti – rimarca Febbo – si sta attuando il depauperamento dell’ospedale di Atessa dove da vari mesi il reparto di Radiologia effettua solo radiografie semplici e non più quelle con contrasto mentre le ambulanze del 118 escono senza medico a bordo anche per i codici rossi. Questa è la grave situazione in cui versa il San Camillo”.
“Pertanto, mi auguro che il sindaco Giulio Borrelli prenda seriamente in considerazione le mie osservazioni e non creda più agli annunci spot dell’assessore Paolucci. Credo – conclude Febbo – che sia arrivato il momento di agire di conseguenza e far sentire il ruolo, il peso e il valore della figura del sindaco in campo sanitario contro una coalizione di centrosinistra regionale che prima lo ha preso in giro e poi scaricato”.
Sulle dichiarazioni di Febbo, interviene puntualmente l’assessore Paolucci. “Purtroppo si continua a strumentalizzare la lettura dei verbali tecnici perché si ritiene che dare una informazione falsa ma verosimile sia il modo più sbrigativo per ottenere consenso – ribatte -. Mi auguro che tale modo di fare politica finisca presto e che le persone – in un tempo diverso da questo – possano dare informazioni vere e avviare confronti utili che non siano volti a creare allarmismo, rabbia e paura, che sembrano l’unica pratica di raccolta del consenso da parte di chi non ha altri argomenti. Me lo auguro di cuore per la mia regione e per l’Italia tutta”.
“Sulla questione Atessa, già nell’incontro tenutosi presso l’ospedale qualche giorno fa, si è precisato che la richiesta del Ministero è quella più complessa di articolare la programmazione sul presidio all’interno dell’adeguamento dell’intera programmazione regionale, per via del contenuto delle deroghe previste dai 4 atti aziendali, dalla norma su Popoli e dal Dea di secondo livello. Dunque è vero il contrario di ciò che afferma Febbo: l’assenso c’è, ora bisogna procedere calandolo all’interno della rete ospedaliera regionale”, conclude Paolucci. (a.cal)





