RIONERO SANNITICO – Da qualche giorno era stata avvistata ai confini con Castel di Sangro, precisamente a Rionero Sannitico, una giovane esemplare di orsa femmina, di circa 4 anni.

Ieri sera l’animale è morto a seguito dell’investimento di un veicolo, forse un camion, sulla statale 652.

Il conducente si è dileguato.

A dare l’allarme è stato un automobilista in transito che l’aveva notata moribonda sul ciglio della strada.

La carcassa dell’orsa è stata trasportata nella sede del Pnalm di Pescasseroli, dopo l’intervento del veterinario Asl.

“Una grave perdita per la residua ed esigua popolazione di orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo che conta poco più di una cinquantina di esemplari”, è il commento di Corradino Guacci, presidente della Società italiana per la storia della Fauna.

“Ancora più grave se si considera che l’esemplare è una giovane femmina – sottolinea – speranza di futuro per il nucleo appenninico”.

“Purtroppo quel tratto di strada viene percorso a velocità sostenuta dai mezzi che vi transitano e non sembra vengano effettuati particolari controlli in merito. E’ di appena quattro giorni fa – spiega Guacci – una encomiabile ordinanza del sindaco di Rionero Sannitico con cui, tra l’altro, si stabiliva ‘il divieto assoluto di avvicinarsi alla fauna selvatica, in particolare agli orsi, anche con automobili ed altri mezzi di trasporto al fine di evitare e prevenire pericolosi fenomeni di abituazione oltre che per garantire la tranquillità degli stessi e assicurare la pubblica incolumità'”.

“Riteniamo necessario riconsiderare, da parte dell’Ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – aggiunge -, l’ostracismo ad una politica di integrazione alimentare nei periodi di iperfagia che precedono il sopore invernale. Le situazioni di emergenza si fronteggiano con interventi di emergenza”.

“Non è un caso che proprio negli anni, come il corrente, nei quali il cibo in natura scarseggia (ad esempio quest’anno manca quasi del tutto la faggiola) aumenta la frequentazione nei paesi da parte degli orsi. Non è da sottovalutare la concorrenza alimentare che oggi viene esercitata dalla consistente presenza di Ungulati (Cervo e cinghiale in particolare), quasi del tutto assenti appena cinquant’anni or sono”.

“Solo in questo modo, favorendo la nascita di altri nuclei vitali al di fuori dell’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, potremo sperare di salvare questa eccellenza del nostro Appennino”.

“In tal senso – conclude Guacci – rivolgiamo una calda sollecitazione al nuovo direttore del Pnalm, Luciano Sammarone e al futuro presidente che ci auguriamo possa essere il professor Giovanni Cannata, la cui alta capacità di lavoro abbiamo avuto modo di apprezzare durate la sua permanenza in Molise e nel suo mandato quale consigliere del Parco”.