L’AQUILA – “Ritengo che quelle dell’Ordine debbano essere cariche onorifiche e che al massimo si possano prevedere dei rimborsi spesa. Chi vuole partecipare alla vita dell’Ordine dovrebbe farlo per passione e con spirito di sacrificio, mettendosi a disposizione di tutta la comunità medica a titolo gratuito. Ci sono tanti progetti che invece potrebbero essere finanziati con i fondi così risparmiati, soprattutto a sostegno di attività e sportelli per i giovani colleghi”.
Lo dice ad AbruzzoWeb il dottor Alessandro Grimaldi, primario di Malattie infettive dell’Ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, capo Dipartimento medico della Asl, nonché segretario regionale del sindacato dei medici Anaao, in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo e del Collegio dei revisori dei conti, nonché per l’elezione del nuovo presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia dell’Aquila, che si terranno domani, sabato 28, e domenica 29 settembre.
La sua lista “Integrazione, ospedale, territorio”, composta in totale da 15 medici, si contrappone a quella di “Ordine in libertà”, composta da altrettanti candidati, e a quella del dottor Giacomo Pio, candidatura singola.
Tra i punti principali del programma della sua lista l’abolizione del compenso per il presidente che, secondo quanto appreso, è di 24mila euro lordi l’anno: “la proposta è quella di destinare queste risorse, ad esempio, a servizi di consulenza. Uno dei tanti potrebbe essere quello sulle pensioni integrative, dal momento che quelle dei giovani medici saranno molto basse, servirà ad istruirli e prepararli su come affrontare il futuro”.
Una lista, quella di Grimaldi, che già nel nome palesa il suo scopo, quello di unire i due mondi “ospedale” e “territorio”, lavorando “a difesa e per la valorizzazione della sanità delle aree interne che continuano a perdere abitanti e hanno bisogno di infrastrutture, progetti e servizi”.
E alla vigilia del voto, tracciando il bilancio di quella che è stata la “campagna elettorale” sul territorio, aggiunge Grimaldi: “In questi giorni abbiamo avuto diversi incontri in giro per la provincia dell’Aquila e abbiamo riscontrato una grande partecipazione e un rinnovato entusiasmo per un appuntamento che ormai da anni mancava del giusto coinvolgimento. Questo anche perché molti colleghi si sentivano lontani dall’Ordine, anche geograficamente. Sono convinto che l’Ordine debba diventare, in questo senso, anche ‘itinerante’, pur mantenendo la sede all’Aquila, promuovendo iniziative in tutti i territori, per una forma di rispetto e attenzione a tutte le realtà, bisognerebbe continuare a portare idee in giro per tutta la provincia”.
“Siamo stati nella Marsica, nella Valle Peligna, nell’Alto Sangro e personalmente sono piacevolmente colpito dal grande affiatamento tra i medici delle aree interne – sottolinea – La nostra provincia ha sempre avuto il difetto di dividersi, mentre oggi si percepisce una certa unità e l’Ordine deve diventare il simbolo di questa coesione, perché se oggi c’è una battaglia giusta e urgente da fare è quella per avere maggiore attenzione alla sanità delle aree interne, che sono in enorme difficoltà”.
A tal proposito, ribadisce, “nella nostra lista ci sono medici che rappresentano tutti i territori della provincia, un aspetto fondamentale per raccogliere e portare avanti, attraverso il confronto, le istanze di tutti senza lasciare indietro nessuno”.





