L’AQUILA – Il giudice del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco ha assolto l’orafa Laura Caliendo, titolare e creativa dell’azienda aquilana Oro Art, dall’accusa di aver contraffatto i brevetti per modello ornamentale di un concorrente nella produzione di gioielli ispirati al rosone della Basilica aquilana di Santa Maria di Collemaggio.
La sentenza pronunciata oggi, di cui non sono ancora note le motivazioni, ha assolto la Caliendo con formula piena perché il fatto non sussiste.
La Caliendo è stata assistita dall’avvocato del foro di Roma Riccardo Martino, che in una nota esprime la sua piena soddisfazione per l’esito del processo a partire dalla formula assolutoria che “prefigura il riconoscimento della totale infondatezza dell’ipotesi accusatoria proposta dal pubblico ministero e dalla parte civile che si era costituita in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni”.
“In attesa di conoscere le motivazioni – commenta Martino – non posso che esprimere la mia piena soddisfazione in merito all’esito del processo. Il mio primo pensiero va alla mia assistita. La natura delle accuse formulate contro la signora Laura Caliendo, certamente idonee a offuscarne l’immagine professionale, la hanno addolorata, ma lei ha saputo sempre mantenere un contegno dignitoso, certa della sua correttezza e capacità professionale e fiduciosa che la verità sarebbe emersa”.
“Spero che possa, ora, rasserenarsi e continuare a deliziare i suoi clienti con le sue meravigliose creazioni orafe”, conclude.






