L’AQUILA – Arriverà oggi pomeriggio la sentenza per l’ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso nell’ambito del cosiddetto processo Grandi rischi bis in cui è accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni, in particolare per aver organizzato una “operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente”, come disse in un’intercettazione, convocando la riunione di esperti del 31 marzo 2009, a 5 giorni dalla scossa distruttiva del 6 aprile seguente.

Nella scorsa udienza il procuratore generale Romolo Como ha chiesto 3 anni di reclusione, oggi sarà il turno delle ultime repliche prima della riunione in camera di Consiglio del giudice Giuseppe Grieco, all’ultimo grande processo di rilevanza mediatica prima della pensione, e del verdetto finale.

A rappresentare l’accusa, come da divisione dei compiti, stavolta dovrebbe essere l’altro procuratore di questo dibattimento, Domenico Castellani, che farà un intervento di replica all’arringa difensiva.

La replica dell’accusa, secondo le regole, concede lo stesso diritto anche alle parti civili. Così alcuni ma verosimilmente tutti gli avvocati, Attilio Cecchini, Angelo Colagrande, Stefano Parretta, Amedeo Ciuffetelli, Domenico De Nardis (in rappresentanza del Comune dell’Aquila), Maurizio Capri ed Elena Leonardi torneranno a dire la loro.

Diverso il caso dell’avvocato Gianfranco Iadecola, che rappresenta un altro legale, Maurizio Cora: per lui, assente agli scorsi appuntamenti in aula, sarà il primo e verosimilmente unico intervento.

L’ultima parola spetterà, come vuole la prassi processuale, alla difesa, con l’estremo intervento difensivo del legale di Bertolaso, Filippo Dinacci, forse preceduto da quello dell’avvocato distrettuale dello Stato, Filippo Patella, che assiste la presidenza del Consiglio, chiamata come responsabile civile, dalla quale dipende il dipartimento di Protezione civile.

Difficile fare previsioni anche se, da quanto appreso da fonti legali, si ipotizza una discussione che verrà chiusa al massimo per fine mattinata. A seguire una camera di Consiglio che molti ritengono sarà relativamente breve e sentenza per le 16-17.

In questo modo verrà centrato l’obiettivo di arrivare a conclusione del processo prima del 6 ottobre, giorno in cui l’accusa per Bertolaso andrà in prescrizione assieme a tutti gli altri filoni legati al post-sisma: saranno passati, infatti, 7 anni e 6 mesi dopo la scossa delle 3.32, secondo i termini di legge.

Nei mesi scorsi, quando stava per candidarsi a sindaco di Roma con il centrodestra, Bertolaso disse che avrebbe rinunciato alla prescrizione appena la legge glielo avesse consentito, secondo lui il 7 ottobre, ma nelle scorse udienze l’avvocato Dinacci ha ufficializzato il contrario, rinunciando, però, alla lunga lista dei testi difensivi per accelerare le tappe e portare comunque il processo prima del termine.

In questo modo, qualora la sentenza fosse di condanna, manterrebbe effetti validi sul piano civile ovvero del risarcimento danni ai familiari delle vittime senza scadenze temporali anche se non passata attraverso gli altri due gradi di giudizio in Appello e Cassazione.

Nel procedimento principale i 7 esperti della Cgr sono stati a loro volta processati per aver rassicurato la gente e sottovalutato il rischio sismico che c’era, condannati in primo grado e assolti in Appello e Cassazione, tranne l’ex numero 2 di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, condannato in via definitiva a 2 anni di carcere.