PESCARA – Chiesto il rinvio a giudizio per Roberto Mucciante, l’uomo di 51 anni che il 25 aprile scorso, a Pescara, uccise con 38 coltellate il vicino di casa Salvatore Russo.
Il sostituto procuratore Luca Sciarretta contesta all’omicida reo confesso le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi.
Sulla base della perizia effettuata dallo psichiatra nominato dal giudice, Massimo Di Giannantonio, Mucciante all’epoca dei fatti era parzialmente incapace di intendere e di volere, poiché “affetto da una patologia psichiatrica che ne ha compromesso grandemente la capacità di autodeterminarsi”.
ll delitto è avvenuto a Pescara il 25 aprile scorso, nel garage del palazzo dove vivevano Mucciante e Russo, muratore 58enne, rispettivamente al primo e al secondo piano, all’angolo tra via del Circuito e via Pian delle Mele, quasi al confine con Villa Raspa di Spoltore (Pescara).
All’indomani dell’arresto, Mucciante ha spiegato agli inquirenti che non ce la faceva più a sopportare i rumori che il suo vicino di casa faceva. Già dal giorno precedente all’omicidio, ha raccontato di aveva raggiunto il limite della sopportazione, quando era stato svegliato di soprassalto da una specie di martellata che proveniva dall’appartamento di Russo che si trova proprio sopra a quello suo.
La famiglia della vittima è assistita dagli avvocati Andrea Cocchini e Alessandro Dioguardi, mentre l’imputato è difeso dagli avvocati Gianluigi Amoroso e Clara Di Sipio.




