TERAMO – Anche la nuova perizia dei carabinieri del Ris di Roma ha conferamto quanto già stabilito in precedenza: sugli abiti e sulle scarpe di Salvatore Parolisi, indagato per la morte della moglie Melania Rea, avvenuta il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo),  non vi sono tracce di sangue della vittima.

L’esame, ordinato dal gup Marina Tommolini, in servizio ad Ancona ma distaccata a Teramo per il procedimento penale a carico del caporalmaggiore dell’esercito, rinchiuso nel carcere di Castrogno dal 19 luglio scorso, ha dato lo stesso esito di un’altra perizia svolta sugli indumenti dell’uomo: non ci sono tracce di sangue.

Un dato di fatto che non mina le convinzioni dell’accusa, secondo la quale Parolisi avrebbe avuto il tempo di cambiarsi i vestivi dopo l’omicidio, anche se questi non sono mai stati rittroati.

Il 29 settembre prossimo si svolgerà una nuova udienza del processo, mentre la prossima settimana i periti esamineranno nuovament gli abiti della mamma di Somma Vesuviana, trucidata con 28 coltellate.