PESCARA – Ha respinto ogni accusa Guerino Spinelli, il 29enne con numerosi precedenti di polizia, sottoposto a fermo e finito in carcere perché ritenuto responsabile dell’omicidio di Marco Cervoni, il 35enne ucciso il primo gennaio a Pescara, nel quartiere Rancitelli, nel complesso conosciuto come ‘Ferro di cavallo’, considerato la centrale dello spaccio abruzzese. E sulla vicenda interviene oggi il segretario regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, che condivide il progetto del sindaco Carlo Masci di abbattere il complesso, divenuto oramai un ghetto in mano alla criminalità organizzata.
Assistito dall’avvocato Melania Navelli, Spinelli, in carcere, è comparso davanti al gip Elio Bongrazio per la convalida, fornendo la sua versione dei fatti. Il presunto assassino, accusato dal pm Paolo Pompa di omicidio volontario, si è difeso sostenendo di essere intervenuto per soccorrere il 35enne, quando era già esanime, in una pozza di sangue, sul pianerottolo: “Stavo scendendo dal quinto piano – ha raccontato Spinelli al gip – e al secondo ho visto Cervoni riverso a terra e dei condomini agitati che gli stavano buttando dell’acqua addosso. Ho aiutato queste persone a cercare di rianimare Cervoni e poi ho detto di chiamare l’ambulanza. Quando è arrivato il 118 sono sceso sotto con Cervoni e i soccorritori”.
In base ad una prima ricostruzione degli inquirenti, Spinelli avrebbe invece aggredito la vittima mentre questi era a letto. Avrebbe sferrato i primi colpi a mani nude, poi lo avrebbe costretto ad alzarsi e a vestirsi. Avrebbe poi continuato a colpirlo nel bagno, anche con un corpo contundente, fino a tramortirlo. Poi lo avrebbe trascinato esanime sul pianerottolo, forse colpendolo ulteriormente e infine si sarebbe dato alla fuga.
L’avvocato Navelli ha chiesto al gip la sostituzione della misura attuale con gli arresti domiciliari. Intanto, nel pomeriggio, a partire dalle 15, sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Cervoni.
Il deputato D’Eramo, alla luce dell’ultimo grave episodio di cronaca, ha oggi confermato che “la Lega Abruzzo condivide appieno la posizione espressa dal sindaco di Pescara, il “Ferro di cavallo” va abbattuto”. Lo dice il coordinatore regionale del partito. Abbiamo assistito – dice D’Eramo – all’ennesima tragedia in quella struttura, ormai divenuta un vero e proprio ghetto ad alta pericolosità sociale. Pur esprimendo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle persone coinvolte, la Lega ritiene che non sia più tollerabile una simile situazione. La sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta: ben vengano le misure deterrenti adottate finora, videocamere, avvio degli sgomberi, una presenza più forte dello Stato attraverso il potenziamento dei servizi di controllo e vigilanza, anche con l’Esercito, ma se sarà necessario la Lega non esiterà ad appoggiare decisioni più drastiche, come quella dell’abbattimento. Per questo saremo accanto al sindaco Masci”.






