TERAMO – Salvatore Parolisi non ha ancora chiesto permessi premio, ma a gennaio ha presentato una richiesta per seguire alcune lezioni direttamente nella facoltà di giurisprudenza.
A decidere, dopo lo slittamento dei tempi per il lockdown, sarà il magistrato di sorveglianza, ma non prima dell’estate.
Il 41enne – si legge sul Centro – ex caporal maggiore dell’esercito, oggi detenuto nell’istituto penitenziario di Bollate dove sconta i vent’anni per l’omicidio della moglie Melania Rea uccisa con 35 coltellate in un bosco di Civitella del Tronto, ha iniziato a studiare legge nel carcere di Pavia dove ha sostenuto i primi esami.
Ha scontato metà della pena e per questo, così come previsto dalla legge, gli è consentito di poter chiedere permessi premio per uscire dal carcere.
Parolisi ha sempre ripetuto di non aver ammazzato la moglie. Ha detto di averla tradita, ma non uccisa. Ma fino ad oggi nessun giudice gli ha creduto.
Degradato dall’Esercito e con la revoca della potestà genitoriale della figlia che all’epoca dei fatti aveva 18 mesi e che ora è affidata ai nonni materni, in cella si è diplomato perito agrario e si è messo a studiare giurisprudenza.





