PESCARA – “Totale incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. Capace di stare in giudizio e residua quota di pericolosità da monitorare”. 

Questo il risultato del perito del Gip di Pescara Gianluca Sarandrea, effettuata dallo psichiatra di Bologna Renato Ariatti su Massimo Maravalle, il perito informatico di Pescara che uccise, soffocandolo, il figlio adottivo di 5 anni Maxim la notte del 18 luglio scorso.

Il perito, inoltre, ha stabilito che “attualmente le condizioni psicopatologiche appaiono migliorate, pur persistendo quote attenuate di pericolosita’ sociale, che richiedono il prosieguo delle cure in condizione di residenzialita’ sulle 24 ore, ad alta intensita’ terapeutica oltre custodiale”. Secondo il consulente del gip, il tecnico informatico “e’ in grado di partecipare in modo consapevole al giudizio”.

Il bimbo ucciso era di origine russa ed era stato adottato nel 2012. Il pm che si sta occupando del caso è Andrea Papalia.

Le indagini sono affidate alla squadra mobile di Pescara, diretta da Pierfrancesco Muriana. La perizia sarà illustrata e discussa nel corso dell’incidente probatorio fissato per il 25 novembre prossimo. Maravalle e’ difeso dagli avvocati Alfredo Forcillo e Giuliano Milia.