PESCARA – È morto per una presunta overdose ieri pomeriggio, il teste chiave del processo Cagnetta.
Ivan Battaiola, 38 anni, era appena tornato il libertà. Lo hanno trovato alle 18.30 di ieri sopra un materasso abbandonato in un rudere ai margini di via Tavo.
Era finito in carcere lo scorso 17 gennaio in un’operazione antidroga.
Sulle cause della morte dovrà esprimersi il medico legale, subito al lavoro si sono messi gli uomini della squadra Mobile di Pierfrancesco Muriana, gli stessi che lo scorso gennaio arrestarono Battaiola per spaccio di stupefacenti (su ordinanza di custodia cautelare).
Due settimane dopo il delitto al Ferro di cavallo, Battaiola, che fu tra i primi a soccorrere Cagnetta, ritrattò quanto detto inizialmente, ovvero di aver visto Angelo Ciarelli sulla scena del delitto, di aver sentito la deflagrazione del colpo di pistola arrivare proprio dal punto in cui si trovava il nomade, ma di non aver visto pistole.
La versione cambiò durante l’incidente probatorio, in contraddittorio con lo stesso Ciarelli, il 19 luglio.
Lui stesso, intercettato dalla poliza in quei giorni, commentò al telefono con la fidanzata di essere ancora vivo proprio per aver modificato la sua versione sull’omicidio.
Appena tre giorni c’è stata la condanna a 21 anni, per omicidio preterintenzionale, di Angelo Ciarelli. È questa serie di coincidenze che gli investigatori della Mobile stanno passando sotto la lente di ingrandimento, ricostruendo gli ultimi contatti avuti da Battaiola ieri, nel suo primo giorno di libertà finito con la morte per una presunta overdose.
PESCARA – Il pubblico ministero della procura di Pescara Salvatore Campochiaro ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per far luce sulla morte di Ivan Battaiola, 38enne pescarese trovato privo di vita ieri sera in un casolare abbandonato in via Tavo a Pescara, forse a causa di overdose.
Il reato ipotizzato è “morte come conseguenza non voluta di un altro delitto”, articolo 586 del Codice penale.
Oggi lo stesso pm conferirà al medico legale l’incarico dell’autopsia.
Battaiola era uscito proprio ieri dal carcere dove era rinchiuso dal 17 gennaio scorso, quando fu arrestato per spaccio di stupefacenti.
L’uomo era stato, inoltre, uno dei testimoni dell’omicidio di Tommaso Cagnetta, avvenuto un anno fa al Ferro di Cavallo di via Tavo.
Come ricostruito dagli investigatori, Battaiola aveva testimoniato insieme ad altre persone contro Angelo Ciarelli, ma poi aveva ritrattato nel corso dell’incidente probatorio del 19 luglio 2012, forse perché minacciato, come da lui stesso rivelato in una telefonata intercettata dalla Polizia.
Martedì scorso, in Corte d’Assise di Chieti, Angelo Ciarelli è stato condannato a 21 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale.





