PESCARA – Il pubblico ministero della procura di Pescara Salvatore Campochiaro ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, per far luce sulla morte di Ivan Battaiola, 38enne pescarese trovato privo di vita ieri sera in un casolare abbandonato in via Tavo a Pescara, forse a causa di overdose.
Il reato ipotizzato è “morte come conseguenza non voluta di un altro delitto”, articolo 586 del Codice penale.
Oggi lo stesso pm conferirà al medico legale l’incarico dell’autopsia.
Battaiola era uscito proprio ieri dal carcere dove era rinchiuso dal 17 gennaio scorso, quando fu arrestato per spaccio di stupefacenti.
L’uomo era stato, inoltre, uno dei testimoni dell’omicidio di Tommaso Cagnetta, avvenuto un anno fa al Ferro di Cavallo di via Tavo.
Come ricostruito dagli investigatori, Battaiola aveva testimoniato insieme ad altre persone contro Angelo Ciarelli, ma poi aveva ritrattato nel corso dell’incidente probatorio del 19 luglio 2012, forse perché minacciato, come da lui stesso rivelato in una telefonata intercettata dalla Polizia.
Martedì scorso, in Corte d’Assise di Chieti, Angelo Ciarelli è stato condannato a 21 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale.





