PESCARA – “Il Wwf chiede a questo punto che il governo sia conseguente e ritiri subito l’autorizzazione concessa nella Conferenza dei Servizi”.

Così in una nota l’associazione ambientalista, dopo le affermazioni rassicuranti dell presidente della Commissione Ambiente e Lavori pubblici della Camera Ermete Realacci. sulla parola fine che sarebbe stata messa al progetto di trivellazione petrolifera Ombrina Mare.

“L’esponente del Pd riferisce di una telefonata nella quale Claudio De Vincenti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ex viceministro dello Sviluppo economico, gli avrebbe confermato che il devastante progetto petrolifero nei fatti non gode più del sostegno del governo”.

“Prenderebbe dunque concretezza l’auspicata nuova vittoria dei cittadini abruzzesi, delle istituzioni, delle associazioni e dei movimenti”.

“Questo – dice il Wwf – grazie a una decisione che, se confermata dai fatti, mette finalmente in primo piano gli interessi dei cittadini e della collettività abruzzese rispetto a quelli dei petrolieri. Ombrina minaccia infatti una della fasce costiere  più pregiate dell’ Adriatico centrale (il mare prospicente all’atteso Parco nazionale della Costa Teatina) e minaccia anche l’economia regionale legata alla pesca, al turismo, all’agricoltura di qualità”.

“Secondo quando riferito da Realacci, e indirettamente da De Vincenti, il governo sarebbe dunque orientato a dare un definitivo stop a questo assurdo e complesso progetto offshore (piattaforma di trivellazione con annessa nave di desolforizzazione) che metteva a rischio i delicatissimi ecosistemi dell’Adriatico”.

“L’associazione ha sempre sostenuto (anche con atti concreti, come i ricorsi al Tar) che Ombrina Mare era da non autorizzare perché la concessione di coltivazione entra in conflitto con la tutela dell’ambiente e delle economie del mare e del territorio. Non è del resto un caso se l’intero Abruzzo è sceso più volte in piazza per ribadire di aver scelto per sé un futuro verde e mai più nero petrolio”.