L’AQUILA – “Quest’anno celebriamo due importanti anniversari: uno da stigmatizzare, l’altro di cui essere orgogliosi: gli 80 anni delle famigerate leggi razziali del ’38 e la giornata della Memoria”.
È quanto sottolineato dal presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, nella relazione presentata alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto abruzzese, in corso nel capoluogo.
A proposito delle “famigerate leggi razziali” Francabandera ha parlato di “quel complesso e aberrante sistema di ‘difesa della razza’, che si proponeva di escludere e separare gli ebrei dal resto del paese, leggi che talvolta sono state oggetto di una lettura riduttiva e autoindulgente, e che il presidente Mattarella ha voluto ricordare ancora una volta pochi giorni fa, come un momento buio della nostra storia, nominando senatrice a vita, liliana segre, che la durezza e l’ingiustizia di quelle leggi subì sulla sua pelle di bambina e che oggi puo” portare nel cuore delle istituzioni repubblicane la sua alta testimonianza”.
Secondo l’alto magistrato, il presidente della Repubblica “lo ha fatto adesso, non a caso, in un momento in cui la memoria, di cui oggi celebriamo la Giornata (ed è questo il motivo della presenza, inusuale, degli studenti), sembra affievolirsi e il fascismo torna a dispiegare i suoi vessilli in molte capitali europee, nelle mani di giovani ignari della storia”.
“Le parole d’ordine, adesso, sono quelle della difesa dei confini, non già da guerre o invasioni ma da uomini e donne che hanno l’unica colpa di cercare un posto dive vivere migliore di quello che sono costretti ad abbandonare, a rischio della loro vita di quella dei loro figli”.






