L’AQUILA – “Davvero un’idea fantastica quella dell’onorevole Antonio Martino di Forza Italia sulle Olimpiadi Invernali del 2026 all’Aquila. Un’iniziativa straordinaria, degna di ammirazione. Gli suggerisco anche di lavorare per l’organizzazione in città e in Abruzzo dei mondiali di calcio del 2030 e delle Olimpiadi estive del 2032″.

È quanto dichiara Giorgio De Matteis, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale all’Aquila, in risposta alla proposta, lanciata ieri dal deputato abruzzese Martino, di organizzare nel capoluogo le prossime olimpiadi invernali.

“Mi domando come si possano lanciare delle ipotesi così assurde, con il grave peccato di dimenticarsi delle esigenze primarie di un territorio, che peraltro è quello che lo ha eletto – aggiuinge De Matteis – Un evento di quella portata sarebbe straordinario: se ne rendono conto tutti. Ma si è chiesto l’onorevole quale sia la mole pazzesca della parte organizzativa da mettere in campo, quali i costi da sostenere e quali le strutture da allestire, e non solo di carattere sportivo”.

“Il presidente del Coni, Malagò, ha ristretto la cerchia delle città italiane candidate a ospitare la manifestazione invernale 2026 dei Cinque Cerchi a Torino, Milano e Cortina. Tre città che, vuoi per aver già ospitato la rassegna olimpica, vuoi per essere un territorio dalle conclamate possibilità di reggere lo sforzo di un evento del genere, hanno certamente le carte in regola per ospitare le Olimpiadi invernali”, prosegue.

“Martino ha un dovere preciso nei confronti della popolazione del territorio che lo ha mandato sugli scranni di Montecitorio: affrontare e risolvere i problemi concreti, predisporre iniziative fattibili nell’interesse dell’Aquila, adoperarsi per migliorarne la qualità della vita. La questione delle tasse da restituire che finiranno per strangolare le imprese se non si interviene a dovere, la ricostruzione pubblica e privata da sostenere con fondi certi e con programmi reali”, spiega ancora il consigliere di Fdi.

Inoltre, “perché non interviene sulle regioni Lazio e Marche, i cui presidenti devono approvare il piano di sviluppo del Parco Gran Sasso, avendo due Comuni a testa ricadenti nel territorio del Parco stesso. Si sbloccherebbero i milioni necessari e già pronti per uno sviluppo vero, serio, concreto e reale. Su questi e altri temi di interesse per l’Aquilano vogliamo vedere impegnato Martino. I voli pindarici verso il nulla producono ben poco”, conclude.