OFENA – Divelte sette stazioni della via Crucis di Ofena (L’Aquila) e danneggiati alcuni dipinti in ceramica.
L’atto vandalico è avvenuto nei giorni scorsi.
I resti delle edicole di travertino sono stati ritrovati a terra, lungo lo stradone in località San Pietro che collega Capodacqua ad Ofena.
A denunciare l’accaduto il gruppo di minoranza del comune che si dice “dispiaciuto per la comunità religiosa e per tutto il paese”.
“Non sono semplici atti di bullismo, ma i danni sono stati fatti con degli attrezzi specifici”, affermano Federico Ciammetti, Bice Coletti e Franca Torchetti che non hanno dubbi sulla premeditazione dell’atto; è impossibile fare quei danni a mano libera”.
A lanciare l’allarme alcuni ragazzi che ogni mattina vanno a correre lungo via dei Cappuccini.
Uno spettacolo che ha lasciato incredula la comunità, incapace ancora di capire quale sia la ragione di un gesto sacrilego e violento, compiuto con la complicità dell’oscurità notturna, in una zona dove a tarda ora non passa nessuno.
La Via Crucis, infatti, si trova fuori dal centro abitato quindi i vandali hanno agito indisturbati.
Si tratta di quattordici stazioni artistiche affidate a maestri di diverse religioni. Un’opera costata molto al comune di Ofena, realizzata più di dieci anni fa e contestata in paese per via dell’esoso investimento. È indiscutibile il valore che riveste dal punto di vista religioso: “In un momento delicato come questo il gesto spaventa ancora di più”, dichiarano i consiglieri.




