L’AQUILA – La richiesta da parte della Asl aquilana di un risarcimento danni da 50 mila euro per l’occupazione di alcuni spazi nell’ex presidio ospedaliero di Collemaggio rinominati “Casematte” “è nella dinamica processuale perché lì c’è stata un’occupazione abusiva di uno spazio che appartiene alla Asl, una proprietà privata, anche se di un ente pubblico”.
Così il manager della Azienda sanitaria Avezzano Sulmona L’Aquila, Giancarlo Silveri, a margine di una conferenza stampa.
“Abbiamo fatto una segnalazione come era doveroso all’autorità giudiziaria perché è un atto illecito. Avevamo chiesto il sequestro dell’area – ha ricordato – quindi lo sgombero e la cessazione di un’eventuale responsabilità, perché se lì qualcuno cade e si fa male io rischio di essere chiamato a risponderne e non vedo perché, visto che non ho né accordi né altro”.
IL PROCESSO
Nel procedimento giudiziario sono imputati 12 giovani aquilani citati direttamente in giudizio con l’accusa di invasione di edifici pubblici dal maggio 2010, senza passare per l’udienza preliminare.
Gli imputati sono Francesco Camizzi, Marco D’Antonio, Alessio Di Giannantonio,Alessandra Di Vincenzo, Giuseppe Gasbarri, Mattia Lolli, Fabrizio Pambianchi, Marco Sebastiani, Gianluca Taralli, Alessandro Tettamanti, Sara Vegni, Angelo Venti.
Dopo l’occupazione, lo spazio di Casematte è stato rimesso a nuovo e trasformato in una sorta di bar autogestito, sala concerti, zona per attività artistiche e culturali e punto d’aggregazione. Negli anni ha acquisito una sua dignità, tanto da essere citato anche nel Piano di ricostruzione del Comune dell’Aquila.
La prossima udienza di questo dibattimento si svolgerà il 25 febbraio 2014.






