L’AQUILA – “Spero che la ditta capisca quanto sia importante per noi lo stadio nuovo e qual è la responsabilità di cui si sono fatti carico: sono sicuro che ce la metteranno tutta”.

È la replica accalorata del presidente dell’Aquila Calcio, Corrado Chiodi, dopo le notizie di una proroga di 2 mesi per la riconsegna del nuovo impianto di Acquasanta e il rischio di contenzioso con la ditta, diffuse ai microfoni di AbruzzoWeb dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune dell’Aquila Alfredo Moroni.

“Confido nella ditta e nell’accelerazione dei tempi – afferma Chiodi, anch’egli costruttore – e mi auguro che siano consapevoli delle loro responsabilità. Sono ancora convinto che la Circi Costruzioni riuscirà a consegnare in tempo i lavori, a novembre, com’era nella prima ipotesi: nonostante la proroga decisa dal Comune me lo auguro”.

Dato che la data della riconsegna dell’impianto di Acquasanta oscilla tra la fine del 2013 e l’inizio dell’anno prossimo, la soluzione-tampone si chiama ancora stadio “Fattori”, quello in cui L’Aquila gioca da ottant’anni, nel quale sono in corso in fretta e furia lavori di adeguamento per renderlo pronto alla Prima Divisione, categoria che il club rossoblù tornerà a disputare dopo 10 anni di assenza.

E il presidente svela un dettaglio non da poco, “abbiamo una seria difficoltà a trovare un mezzo che entri allo stadio e sposti le vetrate da 5 quintali l’una nei punti in cui dovranno essere creati dei varchi. Nel vecchio ingresso non è possibile perché ci sono delle fondamenta”, sospira, alludendo a quelle della nuova curva mai realizzata, un’altra incompiuta aquilana.

Una sinistra caratteristica che, tra l’altro, dai primi anni Duemila rende impossibile utilizzare lo storico stadio per concerti di ogni genere, proprio perché i grandi camion non possono più entrare.

Di qui la pensata: “L’unica soluzione possibile sarà noleggiare una maxi gru che prenda dalla strada un mezzo adatto e lo sposti all’interno, ci tocca fare come l’A-Team!”, prospetta Chiodi.

Si provano tutte, insomma, per scongiurare l’ipotesi peggiore che nessuno vuole, quella di cominciare la stagione disputando le partite casalinghe lontano dall’Aquila: “Facciamo il possibile per non andare a giocare a Teramo – sottolinea Chiodi – ci sarebbe un calo naturale nell’affluenza e avremmo una tifoseria non importante come quella di cui abbiamo bisogno in questa categoria”.

A proposito della nuova stagione, ora che è noto il girone dell’Aquila, il raggruppamento B “di ferro” per la caratura degli avversari, dal Lecce di Fabrizio Miccoli in giù, Chiodi non vede l’ora di cominciare.

“Non siamo certo spaventati, anche perché non c’è retrocessione – ricorda – Il presupposto è che non vogliamo fare brutta figura, così come non l’abbiamo fatta nella prima partita di Coppa Italia a Frosinone, pur persa 1-0. Siamo consapevoli che tante squadre anche importanti sono in sofferenza e magari punteranno a risanare i bilanci non potendo retrocedere. L’impegno economico per una squadra forte non lo faranno tutti, solo due o tre”.

Di qui il cambiamento al rialzo negli obiettivi dell’Aquila, dopo che all’indomani della promozione  a questo giornale Chiodi aveva parlato di ‘torneo di transizione’.

“Le squadre sono importanti ma non sono così tante e da noni si fanno i play off, c’è spazio. Noi ci puntiamo”, conclude il presidente.